"Mamma, 10 minuti e torno": le ultime parole di "Ago", morto a due passi da casa

La Noce piange uno dei suoi figli: un quartiere intero oggi si è riversato in via Eredia per il viaggio verso la chiesa dove sono stati celebrati i funerali. Raccolti 15 mila euro, una donna ha ceduto una sepoltura di famiglia, vista l'impossibilità di trovare posto

Gli amici davanti a casa di Agostino Cardovino - foto Piero D'Antoni

"Mamma, 10 minuti e sono a casa". Una telefonata breve, nel cuore della notte, per tranquillizzare la madre in attesa. Quando poco dopo però il citofono ha spezzato il silenzio di casa Cardovino, con la polizia ai piedi di una palazzina della Noce, i genitori di Agostino hanno capito. Sì, perché "Ago", come lo chiamavano tutti, non c'era già più. "Suo padre e sua madre avevano avuto un presentimento", raccontano alcune persone. Una famiglia distrutta nella notte più breve dell'anno, quella del 21 giugno, il giorno più lungo in assoluto. Paradossi, controsensi, illogicità. Perché è impossibile trovare una logica in una vita volata via nel cuore dell'adolescenza. In tanti, all'alba di domenica si sono riversati in strada. C'è chi ha sentito il rumore dello schianto, chi invece è stato avvertito dalle telefonate e dal giro di messaggi. "E' morto Ago": il passaparola ha gelato il sonno della Noce.

L'ultimo viaggio tra le lacrime della Noce | Video

Avrebbe fatto 17 anni il prossimo 5 agosto, tra un mese e mezzo: la vita di Agostino si è fermata improvvisamente su quella striscia bianca che taglia in due viale Regione orizzontalmente, all’altezza di via Perpignano. Un impatto che non gli ha lasciato scampo, travolto da una Dacia rossa, il sedicenne è morto sul colpo. Stava attraversando per tornare a casa: dopo una serata passata in famiglia, era andato a mangiare in un locale con degli amici. Poi quella telefonata durante il ritorno per tranquillizzare la mamma.

A distanza di due giorni, questa mattina la Noce si è stretta intorno alla famiglia. Un quartiere intero si è riversato in via Luigi Eredia, la culla di Ago. Una lingua di asfalto troppo piccola però contenere il dolore: colombe bianche, palloncini azzurri, fiori, applausi, lacrime, striscioni. Su alcuni di questi c'è il simbolo della Juventus, la squadra del cuore di Agostino. Su altri c'è scritto: "Il tuo sorriso era uno di quei rari sorrisi che illuminavano le nostre giornate". E ancora: "Il ricordo tiene unito ciò che il destino ha diviso". "Ci incontreremo di nuovo". Da qua la bara - attraverso un'autoscala - è stata portata in strada per l'ultimo saluto, nella vicina chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in via Noce. Ci sono tutti. Parenti, conoscenti, familiari. E poi gli amici, "quelli di via Cipressi", e gli altri del quartiere.

In queste 60 ore la famiglia di Agostino non è mai stata lasciata sola. Ha ricevuto valanghe di affetto. "Perché Ago era amato da tutti", racconta chi lo conosceva bene. Per manifestare e offrire sostegno ai genitori del ragazzo, il quartiere ha raccolto 15 mila euro. Ma è assai significativo anche il gesto di una donna, che ha ceduto una sepoltura di famiglia, vista l'impossibilità di trovare posto. Un grande gesto nella cornice di una tragedia gigantesca. Un raggio di luce nella notte più breve.

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