Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca Cinisi / Via Venuti, 200

Incidente sul lavoro a Cinisi, operaio cade dall'impalcatura e muore sul colpo

A perdere la vita Angelo Giammanco, 67 anni, impegnato nella ristrutturazione di una palazzina ad un'altezza di oltre tre metri. I carabinieri hanno avviato le indagini per verificare la sua posizione lavorativa e il rispetto delle norme sulla sicurezza

Operaio cade da un’impalcatura e muore sul colpo. Tragedia questa mattina a Cinisi dove un operaio di 67 anni, Angelo Giammanco, è deceduto dopo una caduta da un’altezza di oltre tre metri. Stando alle prime informazioni l’uomo stava lavorando - per conto di un'impresa - nel cantiere aperto per la ristrutturazione di una palazzina di via Venuti, che si trova vicino la sede dell’Associazione casa memoria Felicia Impastato.

Nel luogo in cui si è verificato l’incidente sul lavoro sono intervenuti i carabinieri della stazione di Cinisi e della compagnia di Carini che hanno temporaneamente sequestrato il cantiere per verificare la stabilità del ponteggio e il rispetto delle misure previste a tutela della sicurezza dei lavoratori, come l'utilizzo dei caschetti e delle imbracature previste per le opere oltre una certa altezza.

Sono stati inoltre avviati gli accertamenti necessari per chiarire la regolarità della posizione lavorativa dell’operaio che, secondo le prime indiscrezioni, era andato in pensione circa due mesi fa ma aveva comunque continuato a lavorare. Una volta raccolta i primi elementi la Procura dovrà decidere se disporre l’autopsia sul corpo dell’operaio.

Ceraulo (Fillea Cgil): "Era un lavoratore in nero"

L'impresa edile, secondo la Fillea Cgil Palermo, non aveva fatto firmare alcun contratto all'operaio. "Una cosa è certa: era un lavoratore in nero. Dai nostri controlli - afferma il segretario generale Piero Ceraulo - ci risulta che non aveva una posizione denunciata ad oggi presso gli enti bilaterali delle costruzioni dal 2019, ma la cosa ancor più grave è che, avendo compiuto i 67 anni a luglio scorso, sarebbe stato prossimo alla così tanto agognata pensione".

"Occorre immediatamente - prosegue Ceraulo - una riforma pensionistica che miri a una fuoriuscita anticipata dal mondo del lavoro per gli edili. Le responsabilità sono molteplici: dai mancati controlli degli organi ispettivi e dalla speculazione al ribasso di alcune imprese che continuano ad eludere regole e contratti, al mancato controllo da parte dei comuni che erogano le concessioni edilizie. Come organizzazione sindacale siamo vicini alla famiglia Giammanco e saremo a disposizione per qualsiasi supporto legale, anche perché la Fillea Cgil di Palermo si costituirà parte civile".

Danese (Filca Cisl): "Subito riforma tavolo per monitoraggio cantieri"

"E' assolutamente inaccettabile che ancora una volta si assista all'ennesima tragedia di un operaio che perde la propria vita sul posto di lavoro e  sconvolge che l'operaio lavorava senza alcun rispetto delle norme di sicurezza e anche in nero". Lo hanno detto il segretario regionale della Filca Cisl, Paolo D'Anca e il segretario provinciale Francesco Danese. "Da tempo ormai - continuano- ribadiamo con forza  maggiori controlli per il rispetto delle misure di sicurezza, con il potenziamento del numero degli ispettori e la repressione di ogni forma di abuso da parte delle imprese. E soprattutto auspichiamo che si provveda ad una riforma del lavoro, che preveda l'abbassamento dell'età pensionabile per il settore edile, che è un settore particolarmente logorante perché è impensabile che un operaio a 67 anni ancora sia in attività. La Filca - concludono - manifesta la propria vicinanza e solidarietà alla famiglia del povero operaio e chiede a gran voce la convocazione di un tavolo urgente con tutti gli organi preposti per un monitoraggio permanente nei cantieri. Ci auguriamo che i nostri appelli non cadano ancora una volta nel vuoto perché non è più accettabile assistere a questa mattanza di vite umane". 

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