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Sabato, 22 Giugno 2024
Appello

Sindacalista uccisa da un'auto pirata, condanna ridotta per un palermitano dopo 4 processi

Tre anni e 9 mesi per Andrea Saverio Sola, 26 anni, arrestato il 31 agosto del 2019, qualche ora dopo avere investito Fulvia Morando, quarantanovenne di Pinerolo, che si trovava per lavoro a Lampedusa

I giudici della quarta sezione della Corte di appello di Palermo hanno ridotto la condanna (da 4 anni a 3 anni e 9 mesi) nei confronti di Andrea Saverio Sola, 26 anni, palermitano, arrestato il 31 agosto del 2019 a Lampedusa, qualche ora dopo avere travolto e ucciso con la sua auto Fulvia Morando, sindacalista quarantanovenne di Pinerolo, in provincia di Torino, che si trovava nell’isola per lavoro.  

La sentenza è stata emessa al termine del processo di "appello bis" per effetto del riconoscimento dell'attenuante legata al concorso di colpa da parte della vittima che, secondo quanto accertato, quando fu travolta camminava con un collega sulla carreggiata di una strada di periferia.  

La donna, secondo la ricostruzione dell'episodio, stava passeggiando in contrada Terranova, zona periferica dell’isola, quando è stata investita da un fuoristrada Suzuki Santana che l’ha scaraventata contro un muretto. La turista è morta poco dopo essere arrivata al poliambulatorio. Il conducente della vettura, anziché fermarsi e prestare i soccorsi, avrebbe accelerato e si sarebbe rapidamente allontanato dicendo, poi, quando fu rintracciato, di non essersene accorto.  

La difesa, affidata all'avvocato Monica Malogioglio, aveva insistito anche su questo punto sostenendo che non era emersa dal dibattimento la prova di una fuga e, anzi, un carabiniere, ascoltato in aula, aveva dichiarato che l’automobilista, dopo essersi allontanato, si era fermato e messo a disposizione. In primo grado la pena inflitta, per l'accusa di omicidio stradale, era stata di 4 anni e 8 mesi. Al primo processo di appello era stata ridotta a 4 anni perché era caduta l'aggravante dell'essersi messo al volante ubriaco.  

La Suprema Corte ha poi rinviato il giudizio alla Corte di appello ritenendo che potesse esserci stato un concorso di colpa da parte della vittima che, secondo quanto sostenuto dal legale di Sola, avrebbe camminato sul lato esterno del marciapiede in direzione opposta rispetto a quella della auto nella carreggiata. Tesi che, adesso, è stata accolta e ha portato a una riduzione di pena e alla revoca degli arresti domiciliari.  

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