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Cronaca Terrasini

La perizia non risolve il mistero della Nuova Iside: "Nessuna traccia chiara di collisione"

Dall'accertamento sui campioni prelevati dalla petroliera Vulcanello non emergerebbero segni di vernice pienamente compatibili con quella del peschereccio, affondato a maggio con i tre membri dell'equipaggio. Giovedì l'incidente probatorio

Le tracce di una collisione tra la Vulcanello e la Nuova Iside - il peschereccio della marineria di Terrasini, che si era inabissato il 13 maggio nelle acque di San Vito Lo Capo con a bordo Matteo, Giueppe e Vito Lo Iacono - non ci sarebbero. Almeno sui campioni prelevati dalla petroliera e analizzati dal consulente della Procura, Giorgio Barbagelata, non sarebbe stata ravvisata la vernice dell'altra imbarcazione, anche se non vengono escluse piccole compatibilità. L'accertamento, depositato in queste ore e di cui si discuterà durante l'incidente probatorio fissato dal gip per giovedì, non conterrebbe dunque un'indicazione chiara per le indagini, certamente non è in queste verifiche che si potrà trovare l'eventuale prova di uno scontro tra le due navi, come ipotizzano gli inquirenti e anche i famigliari delle vittime, assistiti dagli avvocati Cinzia e Antonio Pecoraro, Paolo Grillo, Aldo Ruffino e Giuseppina Scrudato.

Va detto, però, come era emerso quest'estate, che la Vulcanello sarebbe stata riverniciata quando già era stata aperta l'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni e dal sostituto Vincenzo Amico, volta ad accertare se vi siano state appunto delle responsabilità da parte dell'equipaggio della petroliera nell'affondamento del peschereccio.

Il rappresentante della società armatrice della Vulcanello, la Augusta Due srl, Raffaele Brullo, secondo l'accusa, avrebbe infatti ordinato una "sovra-pitturazione dell'opera morta dello scafo", cioè della parte che si trova al di sopra della linea di galleggiamento, per "mutare artificiosamente lo stato dei luoghi". Per questo i pm ipotizzano a suo carico i reati di frode processuale e favoreggiamento.

A scoprire questa presunta riverniciatura è stato proprio il consulente della Procura. L'operazione di "pulizia" sarebbe avvenuta tra il 22 ed il 27 maggio. L'obiettivo dell'accertamento di Barbagelata era proprio quello di chiarire se, rimosso l'ipotetico strato di nuova vernice, vi fossero i segni di un impatto tra le due imbarcazioni. L'esperto, però, non avrebbe trovato una prova evidente per sostenere questa ipotesi.

La pista della collsione sarebbe avvalorata però da altri elementi, come i rumori registrati dai microfoni del voyage data recorder della petroliera. Oltre a Brullo, sono indagati per naufragio, omicidio colposo e omissione di soccorso il comandante della Vulcanello, il napoletano Gioacchino Costagliola, il timoniere romeno, Mihai Jorascu, e il Terzo sottufficiale di coperta, Giuseppe Caratozzolo, di Palmi (Reggio Calabria). 

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