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Cronaca

Inchiesta su Interporti, indagati l'assessore regionale Falcone e l'ex vicepresidente Armao

L'operazione è stata condotta stamattina dai carabinieri del comando provinciale di Catania. Quattro persone sono state arrestate per i reati di induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione per un atto contrario ai propri doveri d'ufficio e contraffazione e uso di pubblici sigilli

L'indagine sull'azienda a totale partecipazione pubblica Sis, "Società degli Interporti Siciliani S.p.a.", che ha portato questa mattina all'arresto di quattro persone per i reati di induzione indebita a dare o promettere utilità, peculato, corruzione per un atto contrario ai propri doveri d'ufficio e contraffazione e uso di pubblici sigilli, coinvolge anche Marco Falcone, attuale assessore all'Economia della Regione Siciliana, e Gaetano Armao, ex assessore all'Economia ed ex vicepresidente della Regione Siciliana.

Tra i destinatari di misura cautelare agli arresti domiciliari figura anche Antonino D'Asero, ex deputato dell'Ars di Forza Italia. L'uomo, secondo quanto riporta l'agenzia Dire, si sarebbe rivolto a Falcone e Armao per intercedere in favore di una donna affinché venisse revocato il suo licenziamento per giusta causa. La donna, Cristina Debora Sangiorgi, finita ai domiciliari, aveva infatti prodotto false attestazioni e dichiarazioni prodotte in merito al possesso di un titolo di laurea.

Si indaga su presunte pressioni esercitate da Falcone e Armao, insieme a Giuseppe Li Volti, ex assistente parlamentare e coordinatore della segreteria particolare di Falcone (nessuno dei tre risulta destinatario di misura cautelare), sull'amministratore unico della Sis Rosario Torrisi Rigano. L'operazione è stata condotta stamattina dai carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno dato esecuzione a un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Catania.

Le interferenze illecite che avrebbe esercitato D'Asero sarebbero state anche finalizzate a garantire una posizione lavorativa gradita a Sangiorgi nell'ambito dell'azienda e, infine, a omettere l'avvio di doverose procedure disciplinari con l'irrogazione delle relative eventuali sanzioni per il rifiuto di svolgere gli incarichi affidatile, così come per il rifiuto della donna di lavorare in smart-working durante la prima fase della pandemia da Covid.

"In relazione all’indagine che riguarda la Società Interporti Siciliani - si legge in una nota dell'assessore Falcone - voglio sottolineare la mia totale estraneità a ogni tipo di contestazione. Nella mia precedente veste di assessore alle Infrastrutture, infatti, non sono mai entrato nelle dinamiche interne della Società Interporti, se non per accelerare e sbloccare procedure amministrative volte a rilanciare ed efficientare la società partecipata della Regione. Non mi sono mai permesso di effettuare sollecitazioni né, peggio ancora, pressioni indebite. È comunque giusto, anzi addirittura necessario, che la magistratura lavori per accertare la verità dei fatti. Siamo pronti a dare prova della linearità del nostro comportamento e lo dimostreremo nelle sedi opportune".

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