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Un momento della conferenza stampa con il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio

Un momento della conferenza stampa con il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio

Nuovi negozi e mutui industriali? "Gli imprenditori pagavano il 2% sul finanziamento"

Il procuratore Luigi Patronaggio parla dell'operazione Giano Bifronte che ha travolto Agrigento e Palermo: "Un sistema che penalizza le imprese che non ricorrono alla corruzione e che tolgono risorse per le ditte sane"

Nuovi punti vendita e mutui industriali? "Gli imprenditori pagavano il 2 per cento sul finanziamento"
Ci sarebbe stato un imprenditore che voleva aprire dei punti vendita, mentre altri - diversi - che volevano accedere a dei mutui industriali a tasso agevolato. Tutti, secondo quanto emerge dagli incartamenti dell'inchiesta "Giano Bifronte" che ha travolto Agrigento e Palermo - avrebbero pagato gli intermediari, con somme che oscillavano dai 1.000 ai 2.500 euro. Coinvolti anche tre palermitani e un 55enne di Lercara Friddi.

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All'Intersystem srl - stando sempre all'inchiesta - avrebbero pagato, invece, 12.100 euro per ottenere 320 mila euro di finanziamento, 32.565 euro per ottenere 549 mila euro, o 23.595 euro per ottenere oltre un milione di euro. "La percentuale che si pagava era del 2 per cento sull'importo del finanziamento ottenuto" - è stato ricostruito durante la conferenza stampa svoltasi ieri in Procura ad Agrigento.

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"E dietro il pagamento di questa parcella per la consulenza - hanno evidenziato il procuratore capo Luigi Patronaggio ed il sostituto che si è occupato dell'inchiesta Andrea Maggioni - venivano inseriti, per ottenere il finanziamento agevolato, documenti falsi, veniva fatto superare l'ordine cronologico e venivano fatti erogare prestiti a chi non ne aveva diritto. Un sistema che penalizza le imprese che non ricorrono alla corruzione e che tolgono risorse per le imprese sane".

"E' stato un lavoro immenso, lungo ed articolato. Gli imprenditori - ha spiegato il colonnello Fabio Sava, comandante provinciale della guardia di finanza - dovevano essere aiutati da un punto di vista finanziario per portare a termine dei progetti nei settori della ristorazione, industriale e commerciale. Il quadro che è emerso già dalle intercettazioni è stato sconcertante perché abbiamo sentito imprenditori che neanche hanno preso in considerazione l'idea di poter istruire una pratica perché hanno i presupposti per poter ottenere dei benefici. Chiedevano semplicemente quanto c'è da pagare per potervi accedere. Cioè: a chi devo pagare? Un comportamento posto in essere anche da soggetti che astrattamente sarebbero anche capaci di istruire la pratica o che hanno i requisiti, sempre astrattamente, per tentare di ottenere il finanziamento".

LE MISURE - Operazione "Giano Bifronte", ecco chi sono i destinatari delle misure
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In carcere sono finiti Paolo Minafò, palermitano di 51 anni, e Antonio Vetro, 48enne di Favara. Agli arresti domiciliari sono stati posti Angelo Incorvaia, 54 anni, domiciliato a Canicattì; Valerio Peritore, 50 anni, residente a Licata; Patrizia Michela Cristofalo, 42 anni, di Palermo; Nicola Galizzi, 50 anni, di Palermo ed Ettore Calamaio, 55 anni, di Lercara Friddi. Operazione "Giano Bifronte", ecco chi sono i destinatari delle misure
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Misura dell'obbligo di dimora a Canicattì per Luigi Di Natale, 67 anni; Vincenzo Scalise, 41 anni; Pietro Carusotto, 61 anni; Angelo Sanfilippo, 61 anni; Calogero Curto Pelle di 61 anni. Misura dell'obbligo di dimora ad Aragona per Gerlando Raimondo Lorenzano, 55 anni. Misura dell'obbligo di dimora a Licata per Giovambattista Bruna, 68 anni, di Licata. Misura dell'obbligo di dimora a Favara per Antonio Milioti di 41 anni e misura dell'obbligo di dimora a Campobello di Licata per Sebastiano Caizza di 39 anni. Misura dell'obbligo di dimora a Ravanusa per Calogero Messana di 43 anni (Fonte: AgrigentoNotizie.it)

(Nelle foto in basso - da sinistra - Paolo Minafò, Nicola Galizzi e Patrizia Cristofalo)

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