Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

"Concorsi truccati", tre docenti dell'università di Palermo coinvolti nell'inchiesta

Si tratta di Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato, raggiunti da provvedimenti di interdizione. Nella maxi inchiesta di Firenze sono indagati anche l'ex professore Andrea Parlato e Alessandro Filippo Cimino, palermitano ma docente alla Kore di Enna

L'università di Palermo

Sono tre i docenti dell'Università di Palermo raggiunti da provvedimenti di interdizione chiesti dalla procura di Firenze nell'ambito dell'inchiesta sui "concorsi universitari truccati". Si tratta di Salvatore Sammartino, Daniela Mazzagreco e Maria Concetta Parlato. Tra gli indagati, figura anche l'ex professore dell'ateneo palermitano, Andrea Parlato, chiamato in causa per presunte pressioni che sarebbero state esercitate per favorire la figlia. E Alessandro Filippo Cimino, palermitano ma docente alla Kore di Enna.

"Concorsi pilotati": 59 indagati

La maxi operazione della guardia di finanza, che ha dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale, si inserisce nell’ambito della quale sono stati eseguiti 29 provvedimenti cautelari nei confronti di docenti universitari (7 agli arresti domiciliari e 22 interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi) per reati di corruzione e più di 150 perquisizioni domiciliari presso Uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali. Nei confronti di altri 7 docenti universitari, il gip si è riservato la valutazione circa l’applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio degli stessi. Sono 59 in tutto gli indagati.

Le misure sono state disposte dal gip Angelo Antonio Pezzuti a seguito di articolate investigazioni svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria. Il contesto investigativo ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore del “diritto tributario”, a “ritirare” la propria domanda, allo scopo di favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario - alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse Commissioni nazionali (nominate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario – finalizzati a rilasciare le citate abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi.

I professori arrestati

I sette professori arrestati sono titolari di cattedre in vari atenei italiani: Guglielmo Fransoni, tributarista a Firenze e che insegna a Lecce; Alessandro Giovannini dell’università di Siena; Giuseppe Maria Cipolla dell’università di Cassino; Adriano Di Pietro dell’università di Bologna; Valerio Ficari docente a Sassari; Fabrizio Amatucci dell’università di Napoli e Giuseppe Zizzo Professore all’università di Varese.

Il coinvolgimento dell'ex ministro Augusto Fantozzi

Nell'ambito dell'inchiesta risulta indagato anche l'ex ministro Augusto Fantozzi, già professore ordinario di diritto tributario ed alla guida negli anni '90 dei Ministeri delle Finanze e della Programmazione economica (1995-1996, governo Dini) e il Ministero del Commercio internazionale tra il 1996 e il 1998, nel primo governo Prodi.

La replica dell'Università

"L'ateneo - dice il prorettore vicario di Palermo Fabio Mazzola - ha formulato una richiesta di informazioni ufficiali alla Procura della Repubblica di Firenze. Ove fossero confermate eventuali misure cautelari a carico di docenti in servizio presso l'ateneo, tali da incidere con il regolare assolvimento dei compiti istituzionali da parte degli stessi, verranno adottati i conseguenti piu' opportuni provvedimenti".

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