Cronaca

Ciapi, “false fatture per 11 milioni” Confermato il sequestro dei beni

Secondo i magistrati che hanno chiuso le indagini Giacchetto avrebbe prodotto una montagna di fatture per servizi mai effettuati. La Corte di Conti in via preventiva ha bloccato il patrimonio di coloro che sono stati citati in giudizio

Nuovi risvolti nello scandalo Ciapi. Secondo la guardia di finanza Fausto Giacchetto, il “re della pubblicità” in Sicilia, avrebbe prodotto una montagna di fatture false per servizi mai effettuati. Fatture che ammonterebbero a quasi 11 milioni di euro secondo i magistrati che hanno chiuso le indagini.

Intanto è stato convalidato il sequestro dei beni da 15 milioni di euro ai dodici tra dirigenti dell'ente, dirigenti e funzionari regionali citati in giudizio dalla procura della Corte dei conti. Sono ritenuti a vario titolo responsabili della truffa ai danni dell'erario commessa con il progetto Co.Or.Ap, che avrebbe dovuto formare figure professionali da avviare al lavoro e che invece sarebbe servito a distribuire denaro agli amici di Giacchetto. Il manager è finito in carcere assieme all'ex presidente del Ciapi Francesco Riggio e altre cinque persone.

Praticamente, in via preventiva viene bloccato parte del patrimonio di coloro che sono stati citati in giudizio in modo da garantire gli interessi della pubblica amministrazione qualora si dovesse arrivare in futuro a una condanna degli imputati. Il giudice non ha confermato il sequestro dei conti correnti, ma dei beni e gli emolumenti e i trattamenti di fine servizio.

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