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Cronaca

Terremoto al Comune, buchi nascosti ed entrate gonfiate: "Così taroccavano i bilanci"

L'inchiesta nata da una segnalazione della Corte dei Conti. Alcuni numeri contenuti nei documenti contabili saltano agli occhi come gli incassi stimati per le multe passati improvvisamente da 12 a 85 milioni. Ridotti artificiosamente invece, per i pm, i costi legati ai servizi delle partecipate. Tutto sarebbe passato con l'ok degli organismi di controllo

Far quadrare i conti - lo sa banalmente ogni famiglia - è un'operazione complessa, specie in periodi di vacche magre. Ma con i numeri non si scappa, sono impietosi. Invece, come emerge dall'inchiesta che ha scatenato un terremoto al Comune, nei blianci dell'amministrazione, sin dal 2016, le cifre sarebbero diventate davvero ballerine e - quasi magicamente - per appianare delle perdite, sarebbe stato sufficiente prevedere delle maggiori entrate future (senza reali appigli e dati a supporto) in vari settori, dalle multe alla tassa sui rifiuti agli oneri edilizi. Sarebbe stato utilizzato però anche il trucco inverso, ovvero sottostimare delle spese in realtà ben più consistenti, soprattutto in relazione ai contratti con le società partecipate, a cominciare da Amat e Rap. Il risultato, secondo la Procura che ha appena chiuso le indagini per il sindaco Leoluca Orlando ed altre 23 persone, sarebbe stato quello di nascondere buchi - se non voragini - nei conti che, col passar del tempo, sarebbero diventati sempre più grandi e senza che siano stati compiuti per tempo interventi per evitare il tracollo: oggi, infatti, il Comune è in stato di predissesto.

Il sindaco Orlando: "Non mi dimetto" | Video

L'indagine partita dalla Corte dei Conti

L'indagine del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, guidato da Gianluca Angelini, è coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Andrea Fusco e Giulia Beux, è partita in realtà dalla Corte dei Conti: è stata la Procura contabile a ricevere per prima esposti sui documenti finanziari del Comune, infatti, già intorno al 2018. Atti che poi, al fine di ravvisare eventuali profili penali, sono stati trasmessi più recentemente alla Procura ordinaria.

Le cifre ballerine

Spulciando i capi d'imputazione, anche chi non ha particolari competenze e abilità contabili, può accorgersi di alcuni dati che cozzano totalmente con la matematica: ad esempio, in relazione all'indennità di occupazione di immobili del Comune, da nessun dato a disposizione per il 2015, a un dato accertato nel 2016 di un milione 875.032 euro, l'allora capo area Sergio Pollicita avrebbe fatto una previsione di incassi di 9 milioni e mezzo; nello stesso periodo, Daniela Rimedio, da dirigente del servizio Tari, avrebbe stimato un incasso futuro legato al recupero delle quote arretrate della tassa per 10 milioni, a fronte di un dato accertato nel 2015 di appena 2 milioni 478.285,72 euro e di 4 milioni 120.986,20 euro nel 2016.

Il maxi incasso previsto di oltre 83 milioni per le multe

Impressionanti sono anche, per esempio, i numeri forniti nel 2018 dall'ex comandante della polizia municipale, Gabriele Marchese (che, dopo aver appreso di essere indagato ha dichiarato: "Sono fresco come un quarto di pollo"): secondo l'accusa, avrebbe attestato una falsa previsione legata agli incassi per le multe di ben 83 milioni e 267.719,06 euro, a fronte di un dato accertato nel 2017 di appena 12 milioni 916.754,50 euro e di poco superiore nel 2018, cioè 13 milioni 28.597 euro. Cifre che non sarebbero passate inosservate, tanto che - come si legge nell'avviso di conclusione delle indagini - nella proposta alla Giunta di delibera di approvazione del bilancio 2018, sottoscritta dall'assessore Antonino Gentile, sarebbero state introdotte delle rettifiche per far quadrare meglio i conti. In particolare sarebbero stati aggiunti precedenti incassi per le multe per 28 milioni 88.865,12 euro.

L'ok ai documenti da tutti gli organismi di controllo

Sono soltanto alcuni esempi contestati dalla Procura: dagli atti si comprende però che, nonostante i diversi organismi e meccanismi di controllo - a cominciare dal collegio dei revisori - questi documenti contabili avrebbero avuto sempre il via libera e poi indotto il Consiglio ad approvarli. I presunti trucchi utilizzati nei bilanci, a cascata, avrebbero avuto poi ripercussioni sul rendiconto di gestione di diversi anni e sulle certificazioni di pareggio degli stessi bilanci.

Le presunte irregolarità nel bilancio del 2016

Nell'avviso di conclusione delle indagini, in maniera analitica, vengono presi in considerazione i bilanci. Per quello del 2016, oltre alle contestazioni elencate prima, in vista dell'approvazione del bilancio di previsione, Sergio Pollicita, il dirigente della gestione delle procedure sanzionatorie al comando della polizia municipale, Lucietta Accordino, con l'ex assessore al Bilancio, Luciano Abbanonato, avrebbe previsto un'entrata di 85 milioni, a fronte di un dato accertato di 65 milioni 236.501,80 euro nel 2015 e di 65 milioni tondi nel 2016. Mario Li Castri, capo area per le Infrastrutture, e Paolo Porretto, da dirigente dello Sportello unico edilizia, alla voce "contributi di edificabilità da opere di urbanizzazione", avrebbero calcolato entrate per il 2016 di 11 milioni, quando i dati accertati per il 2015 sarebbero stati di appena 5 milioni 255.744,88 euro e con un calo nel 2016 a 4 milioni 537.844,53 euro. Il dirigente dell'ufficio condono edilizio, Carlo Giovanni Galvano avrebbe previsto proventi da condoni edilizi e oneri accessori per 6 milioni e mezzo, a fronte di un milione 163.604,38 euro accertato nel 2015 e 4 milioni 537.844,53 euro.

Leonardo Brucato, capo settore Bilancio e tributi, Luigi Mortillaro, dirigente servizio Bilancio, e Carmela Agnello, da ragioniere generale, il 20 giugno 2016 avrebbero dato parere favorevole sulla regolarità tecnica e contabile alla proposta di delibera di Giunta per l'approvazione dello schema di bilancio di quell'anno, firmata da Abbonato, in cui vi sarebbero - per i pm - altre falsità: come una rettifica sulla previsione dei proventi da condono edilizio, che sarebbero lievitati ulteriormente a 13 milioni e mezzo e, al contrario, un costo sottostimato di 805.542,80 euro del servizio di igiene ambientale affidato alla Rap (il contratto con la partecipata avrebbe avuto un costo di 114 milioni 18.685 euro, ma sarebbe stata prevista una spesa inferiore, di 113 milioni 213.142,20 euro).

Il collegio dei revisori, composto da Cosimo Aiello, Antonio Mineo e Salvatore Di Trapani, nella relazione del 19 luglio 2016 avrebbe poi dato parere favorevole al bilancio di previsione 2016 attestando falsamente, dice la Procura, "la coerenza interna, la congruità e l'attendibilità contabile delle previsioni di bilancio" e inducendo in errore il consiglio comunale, che aveva poi approvato il documento.

Le presunte irregolarità nel bilancio del 2017

Per quanto riguarda il bilancio del 2017, Brucato avrebbe previsto sovratasse ed interessi relativi alla vecchia tassa sui rifiuti (Tares) per 9 milioni 583.718,57 euro, a fronte di un dato accertato di appena un milione 236.815,21 euro nel 2016 e di 6 milioni 551.909,21 euro nel 2017. Avrebbe fatto lo stesso con la Tarsu, prevedendo entrate per 4 milioni 387.636,80 euro, a fronte di un milione 661.762,29 euro accertato nel 2016 e di 2 milioni 326.593,29 euro nel 2017.

Sarebbe stata sottostimata ancora una volta la spesa per la Rap, per ben 7 milioni 934.361,57 euro (il costo contrattuale sarebbe stato infatti di 118 milioni 557.973 mila euro, ma la previsione sarebbe stata di 110 milioni 623.611,60 euro). Anche in questo caso, poi, il bilancio era stato approvato dal Consiglio con l'ok di tutti gli organismi deputati al controllo.

Le presunte irregolarità nel bilancio del 2018

Nel 2018, oltre al boom di incassi previsto da Marchese con le multe, Pollicita e Paola Di Trapani, dirigente del settore Politiche abitative, avrebbero calcolato un recupero delle indennità di occupazione degli immobili del Comune di 4 milioni, a fronte di appena 499.972,36 accertati nel 2017 e di 49.204,35 euro nel 2018. Bohuslav Basile, da ragioniere generale, avrebbe poi dato parere favorevole alla regolarità tecnica e contabile e sarebbe stato di nuovo sottostimato il costo della Rap, con una differenza in questo caso di ben 13 milioni 630.141,49 euro (costo reale di 111 milioni 103.922, 20 euro e previsione di 124 milioni 734.063,69 euro). Il documento finanziario era stato approvato dal Consiglio, superando il vaglio anche dei revisori - Marcello Barbaro, Sebastiano Orlando, Marco Mazzurco - che avrebbero attestato che "la quantificazione... appare congrua".

Il rendiconto di gestione del 2015

Per quanto riguarda invece il rendiconto di gestione del Comune del 2015, per gli inquirenti, sarebbe stato attestato falsamente un disavanzo di 381 milioni 734.114,23 euro a fronte di uno effettivo e superiore di 431 milioni 347.323,65 euro. Mortillaro, dirigente del servizio Bilancio, Brucato e Agnello avrebbero poi dato parere favoverole alla regolarità tecnica e contabile sulla proposta della Giunta per l'approvazione dell'attività di riaccertamento ordinario dei residui del 2015, proposta dall'assessore Abbonato

I residui attivi già prescritti

Secondo la Procura, però, nei documenti contabili sarebbero stati indicati residui attivi in realtà già precritti e molto risalenti nel tempo: per il 2006, 6.599,05 euro, e per il 2007, 260.423,86 euro, facendo salire il totale da 20 milioni 801.419,48 euro a 21 milioni 68.442,39 euro. I revisori - Cosimo Aiello, Antonino Mineo e Salvatore Di Trapani - avrebbero poi dato il loro parere favorevole e l'atto era stato poi approvato su proposta dell'assessore al Bilancio e del sindaco.

"Il deficit strutturale del Comune è stato nascosto"

Numeri non realistici sarebbero stati inseriti anche in relazione al pagamento di azioni esecutive, al fondo vincolato per i proventi delle violazioni al codice della strada e al fondo rischi contenzioso arrivando a un totale di 25 milioni 416.904,09 euro che, per i pm, avrebbe dovuto essere in realtà quantificato in 51 milioni 573.020,70 euro e, quindi, sarebbe stato calcolato con una sottostima di ben 26 milioni 156.116,70 euro. Anche in questo caso ci sarebbe stato il parere favorevole dei vari organismi preposti, anche ad un emendamento presentato il primo luglio 2016 dal consigliere comunale Mimmo Russo, con cui sarebbe stato sostituito un allegato del rendiconto, inserendo una certificazione dei parametri di deficitarietà per il 2016, fasulla secondo la Procura. Tutto questo avrebbe alla fine portato a "celare il fatto che il Comune fosse strutturalmente deficitario" già 5 anni fa.

Il rendiconto di gestione del 2016

Nel rendiconto di gestione del 2016 sarebbe stato attestato falsamente un disavanzo di 366 milioni 988.134,18 euro a fronte di uno effettivo e maggiore di 453 milioni 957.031,43 euro. Inoltre, il comandante della polizia municipale, Vincenzo Messina e il dirigente della polizia locale, Lucietta Accordino, in quel periodo avrebbero adottato due determinazioni dirigenziali con cui avrebbero accertato altri residui attivi per verbali e multe non riscossi dal 2010 al 2015, per un totale di 65 milioni 862.932,87 euro. Irregolarità vi sarebbero state anche in relazione al fondo di disallineamento debiti/crediti con le società partecipate per ben 14 milioni 240.050,31 euro "di gran lunga inferiore ai reali 29 milioni 802.342 euro", dicono gli investigatori.

Il rendiconto di gestione del 2017

In relazione al rendiconto del 2017, sempre Messina e Accordino, con una determinazione dirigenziale, avrebbero stimato residui attivi per verbali e multe non riscosse tra il 2010 e il 2017 per 48 milioni 488.659,74 euro. Sarebbero stati calcolati debiti/crediti delle partecipate con un scarto di 10 milioni 158.400 euro, arrivando alla fine a un saldo per il 2017 tra entrate e spese di 122 milioni 354 mila euro a fronte di un saldo reale di 52 milioni 669 mila euro. In questo caso era arrivato l'ok dei revisori, anche se avrebbero espresso una "valutazione non positiva" sullo stesso rendiconto.

Il rendiconto di gestione del 2018

Irregolarità sarebbero avvenute anche nel 2018, quando l'assessore Roberto D'Agostino, il sindaco, Sebastiano Orlando, Marcello Barbaro e Marco Mazzurco avrebbero falsamente attestato un disavanzo di 340 milioni 580.603,86 euro a fronte di uno reale di 343 milioni 584.966,75 euro. Il documento era stato approvato e, di conseguenza, si sarebbe arrivati a un saldo tra entrate e spese di 191 milioni 453.674,28 euro al poso di non più di 153 milioni 526.579,39 euro.

La direttiva del sindaco del 18 giugno 2018

La Procura contesta anche la direttiva del sindaco del 18 giugno 2018: Leoluca Orlando avrebbe esposto dati falsi, riportando crediti da riconoscere/transigere del Comune verso le partecipate inferiori rispetto a quelli reali. Nello specifico si sarebbe fatto riferimento a soli 197.055 euro di debito del Comune verso Amat per il 2016 a fronte di crediti della società privi di impegni di spesa, per i pm, pari ad 8 milioni 890.322 euro, e a soli 7 milioni 636.413 euro di debito del Comune per il 2016 a fronte di debiti reali per 19 milioni 097.143 euro nei confronti di Rap.

Il pareggio di bilancio falsato

Irregolari sarebbero state, infine, le certificazioni di pareggio di bilancio: il sindaco Orlando, con il ragioniere generale Agnello e i revisori Aiello e Mineo avrebbero indicato un saldo finale tra entrate e spese per il 2016 di 55 milioni 860 mila euro a fronte di un meno 35 milioni 213 mila euro, "celando il mancato rispetto del pareggio di bilancio il 30 marzo del 2017", un saldo per il 2017 di 122 milioni 354 mila euro a fronte di saldo reale di 52 milioni 669 mila euro, un saldo per il 2018 di 191 milioni 453.674,28 euro invece che 153 milioni 526.579,39 euro.

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