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Il rogo a Carini, vigili del fuoco in azione - foto PalermoToday

Il rogo a Carini, vigili del fuoco in azione - foto PalermoToday

Maxi incendio alla Sidermetal di Carini, rogo ancora acceso: si valuta il rischio diossina

Bruciano rifiuti meccanici e industriali, in azione sette squadre di vigili del fuoco. Dopo una notte da incubo le fiamme divampate nell'azienda che si occupa recupero, demolizioni e bonifiche, non sono state domate

A distanza di 15 ore non si è ancora spento lo spaventoso incendio divampato nel tardo pomeriggio di ieri alla Sidermetal di Carini. In azione sette squadre dei vigili del fuoco, coadiuvati dal nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico e radiologico) che sta valutando il rischio inquinamento prodotto dalla combustione di materiale plastico. A fuoco sono andati rifiuti meccanici e industriali: un grosso cumulo di rifiuti e scarti vari accatastato nello spiazzale della Sidermetal. Le ruspe stanno coprendo con la terra i rifiuti bruciati per evitare che le esalazioni continuino a sprigionarsi nell'aria. Ma dopo una notte da incubo le fiamme non sono state domate.

incendio carini2-2Il Comune di Carini ha messo a disposizione ruspe e autobotti. Presente anche il sindaco di Carini, Giovì Monteleone. “Siamo sul posto insieme alla Protezione civile", ha detto a PalermoToday. Il primo cittadino ha spiegato come sono andate le cose: "Ieri pomeriggio dei pezzi di gommapiuma si sono incagliati negli ingranaggi. Da qui si è sprigionato il rogo, molto complicato da riuscire a domare. Potrebbero essere state prodotte diossine, le autorità preposte verificheranno eventuali inadempienze o negligenze. La situazione in ogni caso è sotto controllo. Non ci sono danni a cose o persone"

Erano le 19 di ieri quando una densa nube di fumo nero si è alzata dallo stabilimento della Sidermetal, che si trova al chilometro 281 della strada statale 113. I tecnici stanno continuando a monitorare il livello di inquinamento dell’aria. 

L'accaduto preoccupa Claudia Mannino. "Nonostante il ripetersi di questi eventi dannosi - commenta il deputato del Movimento 5 Stelle, autosospesosi dopo la richiesta di rinvio a giudizio per il caso firme false che la vede indagata - non si provvede ad alcuna misura di monitoraggio del territorio (necessario al pari dei controlli della qualità dell'aria). Data la situazione sarebbe infatti opportuno procedere a controlli su piante e terreni per verificare l'entità della ricaduta delle polveri al suolo, considerata la vocazione agricola e residenziale delle zone circostanti all'area industriale di Carini e la presenza di altre fonti di emissioni inquinanti come l'Italcementi di Isola delle Femmine".

La Mannino si scaglia anche contro la Regione: "A comporre questo quadro desolante si aggiunge la procedura di infrazione che riguarda i piani regionali sulla qualità dell'aria e che pochi giorni fa è stata oggetto di richiamo ufficiale da parte della Commissione Europea. La Regione Siciliana ha un piano sulla qualità dell’aria che però tiene chiuso nei cassetti, nonostante l'inutile apprezzamento da parte dell'Assemblea Regionale, che nulla ha messo in atto perché il piano venga effettivamente adottato e reso operativo. La qualità dell'aria è un fattore troppo importante per la salute dei cittadini e l'approssimazione con cui viene affrontato il fenomeno delle emissioni inquinanti in Sicilia rende manifesta l'inadeguatezza della attuale classe politica regionale, che ha dato il peggio di sé anche in occasione dell'approvazione della manovra finanziaria, recentemente avvenuta".

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