Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Strada Statale 113 Ovest

L’incendio alla pizzeria Impastato “L’indagine non è affatto chiusa”

Si esprime in questi termini Teo Luzi, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo che tiene conto di due le perizie dai risultati contrastanti fra loro

Un'immagine della pizzeria Impastato dopo l'incendio

L'indagine sull'incendio che di recente ha danneggiato la pizzeria di Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, ucciso da Cosa nostra nel maggio del 1978 “va avanti e non è affatto chiusa”. Lo ha detto il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo, generale di brigata Teo Luzi, parlando dell'incendio avvenuto a Cinisi proprio mentre Giovanni Impastato faceva una conferenza stampa in cui affermava che l'incendio fosse doloso e non accidentale come sostiene la perizia dei vigili del fuoco.

“Certamente non si esclude nessuna pista -ha detto il generale Luzi- c'è una relazione tecnica dei vigili del fuoco in cui si parla di un'origine accidentale dell'incendio e che non sono state rilevate tracce di accelatore di combustione, in altre parole di benzina. Le fiamme sarebbero partite dai motori delle cabine frigorifere. Impastato ha fatto fare un'altra perizia che non esclude l'origine dolosa dell'incendio partito da un altro focolaio. Quindi le due perizie non coincidono ma si tratta di valutazioni tecniche. Non possiamo sottovalutare nessuna delle due ipotesi. Le indagini proseguono e non escludiamo ipotesi diverse da quelle fatte dai vigili del fuoco. C'è in corso un'indagine sulla consorteria criminale di Cinisi anche su questo episido. Ma fino a questo momento non ci sono elementi emergenti. Ma sottolineo ancora che le indagini sono in corso e che non sono mai state chiuse. Vedremo cosa emergerà”.

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