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Diede fuoco all'auto di un carabiniere che lo aveva segnalato per droga: condannato

La Cassazione ha confermato la pena inflitta a Fabio Palazzolo, originario di Partinico, che aveva incendiato la macchina di un militare in servizio nella stazione di San Giuseppe Jato. Poco dopo il rogo il giovane era stato fermato con le mani annerite e due accendini in tasca

Diede fuoco all'auto di un carabiniere in servizio nella stazione di San Giuseppe Jato e che in precedenza lo aveva segnalato per detenzione di droga. Adesso la condanna a un anno - emessa con il rito abbreviato - a carico di Luca Palazzolo, 27 anni, originario di Partinico, diventa definitiva. La settima sezione della Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato.

Il rogo all'auto dell'appuntato dei carabinieri era avvenuto il 19 marzo del 2017. Palazzolo era stato fermato subito dopo dai milirari perché si trovava nella zona e "presentava un forte odore di benzina, aveva le mani annerite dal fumo ed aveva con sé due accendini". Indizi, evidenziati sia dal gup che dalla Corte d'Appello, che aveva confermato il verdetto nel 2019, che avevano indirizzato le indagini verso l'imputato.

Dalle immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza di un negozio, inoltre, emergeva poi la sagoma dell'autore del gesto, ritenuta compatibile - come l'andatura - con quella di Palazzolo. Per la scarsa qualità delle immagini, però, non era stato possibile vedere con esattezza i dettagli del volto. L'imputato, infine, avrebbe avuto motivi di rancore nei confronti dell'appuntato dei carabinieri perché sarebbe stato proprio lui a segnalarlo in precedenza per detenzione di droga.

La Suprema Corte ha ritenuto pienamente legittima la sentenza d'appello che Palazzolo aveva invece impugnato e "in assenza di spiegazioni fornite dall'imputato in ordine ad alcuni elementi fortemente indiziari raccolti a suo carico", ha deciso di rigettare il suo ricorso e di condannarlo pure a pagare 3 mila euro alla cassa delle ammende.

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