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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Incendiano mezzi di una ditta concorrente: arrestata la banda dei palermitani

Le indagini eseguite dai carabinieri della compagnia di Alcamo nell'ambito di una inchiesta su alcuni danneggiamenti ai trattori e auto di un'azienda della cittadina trapanese che sarebbero stati messi in atto per escluderla da alcune commesse

Quattro arresti sono stati eseguiti dai carabinieri della compagnia di Alcamo a Palermo e Villabate nell'ambito di una inchiesta su alcuni danneggiamenti ai mezzi di un'azienda della cittadina trapanese che sarebbero stati messi in atto per escluderla da alcune commesse.

I quattro, tutti in carcere su disposizione del gip del Tribunale di Trapani, devono rispondere di incendio, tentata estorsione e ricettazione. Le indagini si sono sviluppate tra febbraio e giugno dello scorso anno, dopo l'incendio di tre motrici stradali custodite nel piazzale di una società di trasporti di Alcamo. 

La notte di fuoco dei palermitani | Video

Gli arrestati sono: David Gabriele, 41 anni, che sarebbe l'ideatore ed organizzatore del raid, Giovanni, Carmelo e Maurizio Andolina, rispettivamente di 61, 32 e 46 anni. I primi tre residenti a Palermo, il quarto a Villabate. Giovanni e Carmelo Andolina sono padre e figlio, loro sarebbero gli esecutori dell’intimidazione, avendo avuto come complice Maurizio Andolina, cugino di Giovanni. 

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la notte del 10 febbraio 2021 tre degli arrestati si sarebbero recati nella sede della società alcamese dove avrebbero dato fuoco ai mezzi pesanti. Per nascondere eventuali tracce, avrebbero anche incendiato l'auto utilizzata per raggiungere Alcamo, che era stata rubata, dandosi poi alla fuga con un secondo veicolo.

In base a quanto emerso dagli accertamenti tecnici dei militari, l'intento sarebbe stato attuato con con un quarto complice, Maurizio Andolina. Quest'ultimo, proprietario di una società di trasporti nella provincia di Palermo, avrebbe cercato di impedire che la ditta alcamese interferisse nell'affidamento di commesse da e per la Sicilia occidentale. Uno dei tre presunti esecutori materiali dell'incendio è indagato anche per evasione, perché era sottoposto a detenzione domiciliare a Palermo per reati pregressi. I quattro sono stati rinchiusi nel carcere Pagliarelli di Palermo. Le indagini degli inquirenti proseguono.

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