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Lunedì, 23 Maggio 2022
La protesta / Gangi

Incendi sulle Madonie, a distanza di mesi nessun risarcimento per gli agricoltori

La denuncia di Coldiretti Sicilia: "Così come stabilito da un’ordinanza della protezione civile, emessa il 12 agosto 2021, in piena emergenza, il ristoro sarebbe dovuto arrivare subito"

Animali morti, fieno ridotto in cenere, pascoli interamente distrutti. Questo lo scenario  causato dagli incendi dell’estate scorsa in gran parte della Sicilia e soprattutto sulle Madonie. Per sostenere gli agricoltori furono stanziati dei risarcimenti con procedura d’urgenza  da erogare addirittura nel giro di pochi giorni. Ma ancora oggi nessun agricoltore ha ricevuto un centesimo. È la denuncia di Coldiretti Sicilia su una vicenda paradossale che stanno vivendo coloro che ancora oggi fronteggiano i danni del fuoco. Così come stabilito da un’ordinanza della protezione civile, emessa il 12 agosto 2021, in piena emergenza, gli agricoltori colpiti avrebbero dovuto ottenere il ristoro subito.

"Avevamo evidenziato la celerità e la bontà dell’iniziativa – sottolinea Coldiretti Sicilia – sicuri che la macchina burocratica accelerasse, invece a distanza di mesi tutto tace nonostante le tantissime sollecitazioni fatte. Non è possibile che in questa regione chi subisce danni da tragedie come gli incendi, causati da criminali, debba affrontare anche  i muri eretti da un sistema burocratico che strozza le imprese"

La solidarietà messa in moto dalla Coldiretti e dal comune di Gangi  sono due delle reali azioni attivate. "In particolare, grazie al soccorso degli agricoltori di tutt’Italia - afferma il presidente regionale Francesco Ferreri - arrivarono sulle Madonie, una delle zone più colpite, fieno, acqua pali per la recinzione e altro. L’intervento pubblico della Regione avrebbe offerto un aiuto immediato importante invece tutto è imbrigliato tra lettere e circolari: una vera e propria vergogna".

"Dalla corposa documentazione prodotta ad oggi non si evidenziano problemi particolari per l’erogazione e quindi non si comprende dove sia il problema - conclude Ferreri -. Non vorremmo che anche per gli incendi succedesse quanto avvenuto per l’alluvione del 2018 i cui ristori sono ancora solo nelle circolari che viaggiano da un ufficio regionale all’altro. In questo caso i giorni di attesa degli agricoltori sono oltre 1.000".

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