Cronaca Libertà / Via Enrico Albanese, 19

Emergenza casa, inaugurata sede Unione Inquilini

Nasce la sede dell'Unione Inquilini per fronteggiare un dramma che attanaglia migliaia di famiglie palermitane. Consulenza legale per gli affitti e politiche per la valorizzazione dei centri storici e delle periferie

La nuova sede dell'Unione Inquilini

"Nella galassia dei diritti negati abbiamo deciso di impegnarci, nella difesa ed a fianco degli ultimi, in uno dei settori più basilari, quello della casa". Con questi propositi nasce a Palermo l'Unione inquilini, la sede del sindacato inaugurata ieri, venerdì 16 marzo, presso la sede di Rifondazione Comunista di via Enrico Albanese 19. Al primo incontro ufficiale hanno preso parte Tony Pellicane del comitato lotta per la casa, Walter De Cesaris, segretario nazionale dell'Unione Inquilini, Davide Ficarra, segretario Rifondazione Comunista Palermo e Alessandro Mady, responsabile provinciale del sindacato.

Un momento formativo e di confronto, con studenti, lavoratori, esperti del settore, per discutere assieme le prossime mosse e le politiche cittadine future. Il lavoro svolto sarà incentrato sul tema della casa, per coloro che ancora non hanno un tetto sulla testa o a breve non lo avranno, ma anche per coloro che non soffrono di questa disgrazia e devono tenere testa al caro affitti. "Qui forniremo consulenza legale agli inquilini, dando il nostro contributo affinché i contratti siano sempre registrati, così da contrastare l'evasione - spiega Alessandro Mady, responsabile provinciale dell'Unione degli Inquilini -. La nuova legge permette ai cittadini di denunciare il proprio affittuario nel caso in cui quest'ultimo non abbia registrato il contratto entro 30 giorni dalla stipula. Si potrà così ottenere un risparmio di circa l'80%, con un canone di quattro anni, più altri quattro". (vedi decreto legislativo n.23 - 14/03/2011)


Ma il concetto di "emergenza casa" può essere interpretata in altro modo, intendendo così le politiche rivolte alla valorizzazione dei centri storici e delle periferie. "Non è necessario costruire nuovi edifici per rispondere al fabbisogno delle famiglie palermitane. È possibile tassare, come è successo in Toscana, gli edifici sfitti o abbandonati con una tassa mensile irrisoria: 10 euro - continua Mady -. Da uno studio effettuato dai nostri colleghi toscani risulta che con queste risorse sarebbe possibile rispondere alle esigenze dei cittadini meno abbienti, dando loro la possibilità di avere un tetto sopra la testa. Le ultime stime palermitane risalgono al 2005, quando circa 10 mila famiglie non avevano una casa e 800 erano in vera emergenza. Ripristinando e valorizzando gli immobili già esistenti si eviterebbe ulteriore cementificazione, recuperando così ciò che è stato abbandonato, facendo investimenti e non rattoppando alla meno peggio. A Palermo - conclude Mady - esiste l'Osservatorio per la casa, organo consultivo importante, ma da anni non lavorano attivamente". Presso la nuova sede, sarà aperto uno sportello, aperto il martedì e il giovedì mattina e il mercoledì pomeriggio, per offrire consulenza a tutti i palermitani che ne avessero bisogno

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