Interessi e spese non dovuti, imprenditore edile recupera 150 mila euro dalle banche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Un’impresa edile palermitana ha ottenuto il blocco delle procedure esecutive e la restituzione di oltre 150 mila da due banche, un'importante vittoria per i legali dello Sportello tutela credito, con le perizie della Finlegal Consulting srls.

L’imprenditore edile era stato sempre puntuale nel pagamento di tutti i costi bancari, anche se particolarmente alti, ma la crisi del settore a un certo punto aveva ridotto al minimo le sue entrate e le banche, invece di aiutarlo, sono state le prime a richiedere subito il rientro dei soldi prestati, iniziando le procedure esecutive per il recupero coattivo. L'azienda si è dunque rivolta ai legali dello Sportello tutela credito, che sono subito intervenuti per bloccare i creditori, citando le banche per la restituzione degli interessi ultralegali ed usurai che sarebbero stati pagati in più, dopo aver fatto controllare tutti gli estratti conto alla Finlegal Consulting, società di consulenza bancaria.

Con l’aiuto dello Sportello, sempre al fianco di imprese e consumatori che hanno problemi con gli istituti di credito, e soprattutto con l’assistenza degli avvocati, il tribunale di Palermo con una prima sentenza del 25 settembre dell'anno scorso aveva annullato per intero le pretese creditorie di una delle banche in relazione ai conti correnti: da creditore di oltre 110 mila euro, l'istituto di credito si è ritrovato invece debitore e costretto a pagare 8 mila euro all'imprenditore, oltre alle spese processuali per 10 mila euro. Il tribunale ha così confermato l'esito degli accertamenti compiuti da Finlegal Consulting.

Il giudice infatti ha rilevato la mancanza del contratto di apertura di conto da parte della banca in violazione dell’articolo 117 del Testo unico bancario e dei principi di correttezza e di buona fede previsti dall’articolo 1375 del codice civile e di conseguenza ha condannato la banca.

Peraltro, sempre il tribunale di Palermo, con un'altra sentenza del 4 agosto scorso ha condannato pure un'altra banca alla restituzione di
oltre 50 mila euro. Il giudice, infatti, ha evidenziato la presenza di interessi ultralegali e la “indeterminatezza delle modalità di calcolo della commissione di massimo scoperto indicata in contratto con la mera previsione dell’aliquota, senza specificazione della base di calcolo e della periodicità”, ordinando la restituzione di tali importi all’impresa.

“E’ triste constatare - precisa l’avvocato Andrea G. Pace che ha assistito in giudizio la società - che molte banche hanno applicato negli anni scorsi, costi ed interessi spropositati ai propri clienti, soprattutto imprenditori, che si sono trovati di colpo in una situazione difficile per la costante diminuzione della loro attività e nel contempo a doversi difendere dalle pretese dei creditori, che pretendono il pagamento immediato di quanto loro dovuto”.

"Dobbiamo aiutare le nostre imprese in difficoltà - aggiunge il presidente dello Sportello, Domenico Sammarco - artigiani, commercianti e piccole industrie hanno già ricevuto migliaia di decreti ingiuntivi ed altri migliaia sono già stati richiesti dagli istituti di credito in tutti i tribunali dell'Isola. Oggi è indispensabile un intervento del legislatore a favore dell'imprenditoria siciliana, che rischia di non lavorare più".

Lo Sportello, (www.sportellotutelacredito.com) si trova a Palermo in corso Alberto Amedeo 224 e ha pure un call center, 091.334492, al quale è possibile chiamare per avere gratuitamente informazioni e consulenza immediata su mutui e conti correnti e per la tutela dei propri diritti contro la vessatorietà di banche finanziarie. Inoltre la Finlegal Consulting (www.finlegal.it) effettua un controllo gratuito
dei conti correnti affidati alle imprese in difficoltà, rivolgendosi al numero 091.3819516.

Torna su
PalermoToday è in caricamento