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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Cefalù

Inaugurato l'impianto di depurazione a Cefalù: "Servizio per 45 mila abitanti"

Un impianto adeguato e potenziato, costato circa 4 milioni di euro, "con tecnologie che permettono di restituire al mare - dice una nota - un refluo dalla qualità pienamente soddisfacente"

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, d'intesa con il Commissario unico per la depurazione Maurizio Giugni, ha consegnato all'Assemblea idrica territoriale di Palermo il nuovo depuratore di Cefalù: un impianto adeguato e potenziato, costato circa 4 milioni di euro, che dagli iniziali 25.000 abitanti equivalenti oggi è in grado di coprirne fino a 45 mila, "con tecnologie che permettono di restituire al mare - dice una nota - un refluo dalla qualità pienamente soddisfacente".

A Presidiana Sant'Antonio, dove sorge l'impianto, si è svolto l'atto formale di consegna dell'opera, dopo il collaudo tecnico-amministrativo dall'impresa che ha realizzato i lavori e ha gestito l'impianto fino a oggi per conto della struttura commissariale, all'Assemblea territoriale idrica di Palermo, che la trasferirà ad Amap per la gestione ordinaria.

A Cefalù c'erano Giugni e i due subcommissari Riccardo Costanza e Stefano Vaccari, l'assessore regionale al Territorio e ambiente Salvatore Cordaro, il sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina, il vice presidente dell'Ati di Palermo Michela Taravella (sindaco di Campofelice di Roccella), l'amministratore unico di Amap Alessandro Di Martino e la parlamentare Caterina Licatini, oltre che i responsabili dell'impresa Calgeco Srl che ha realizzato i lavori, la società di progettazione e direzione del cantiere (LS Ingegneria), la Struttura operativa del Commissario in Sicilia (con il responsabile del procedimento Cecilia Corrao, Sogesid), i tecnici di Ati e di Amap.

Cefalù, con il suo rinnovato depuratore, sarà dunque presto all'attenzione degli organismi della Commissione europea chiamati a esaminare i passi in avanti compiuti rispetto alla procedura d'infrazione comunitaria 2004/2034 per la quale l'Italia paga una multa a seguito della sentenza di condanna comminata dalla Corte di giustizia europea: l'obiettivo del Commissario è ora, proprio a seguito della realizzazione del nuovo impianto, lo stralcio totale di Cefalù dalla lista degli agglomerati sanzionati.

L'impianto di contrada Sant'Antonio è stato realizzato con tecnologie a membrana e con strutture in grado di minimizzare, vista anche la delicata posizione a ridosso del mare, l'utilizzo di spazi e l'impatto sul territorio. L'opera è stata terminata nel giugno del 2020 e da novembre dello stesso anno tratta correttamente le acque: dalle analisi compiute fino a oggi, necessarie per il confronto in sede europea, sono emerse performance depurative "pienamente soddisfacenti", anche superiori rispetto a quanto previsto dai limiti di legge sugli scarichi.

"Da un problema - ha affermato Giugni - il depuratore di Cefalù diventa un'opera utile, che serve davvero al territorio e ne favorirà lo sviluppo. Qui - ha aggiunto - c'è un esempio di lavoro comune che ha portato risultati: per questo voglio ringraziare quanti negli anni e a vari livelli amministrativi si sono adoperati, penso innanzitutto al mio predecessore Enrico Rolle, per raggiungere l'obiettivo. Ci apprestiamo in questo 2022 - ha concluso Giugni - a vedere completate in Sicilia nuove opere ed espletate varie gare per affidare i lavori: segno di un impegno che va avanti e, nelle complessità di un quadro territoriale assai frastagliato, raggiunge risultati visibili".

"L'inaugurazione di questo impianto segna una vittoria per le istituzioni nazionali, locali e regionali, che hanno saputo interagire per la creazione di una struttura funzionale e rispettosa dell'Ambiente", ha affermato Cordaro mentre sul nuovo depuratore arriva la dichiarazione anche di Leoluca Orlando, presidente dell'Ati: "L'adeguamento e il potenziamento del depuratore di Cefalù rappresentano un altro importante obiettivo raggiunto che garantisce al territorio un servizio idrico ottimale - è il pensiero del sindaco di Palermo -. Questa è la conferma che il lavoro in sinergia tra le istituzioni porta risultati concreti, in questo caso in un settore come quello idrico che è fondamentale. Il settore dell'acqua, infatti, è oggi fra i più delicati e deve guardare al futuro, garantendo ai cittadini l 'accesso a un bene essenziale e prezioso".

Lapunzina ha aggiunto: "L'acqua è il nostro bene più prezioso. Questo depuratore è per Cefalù di importanza strategica, sia sotto il profilo ambientale che di garanzia di un mare pulito per le migliaia di turisti che frequentano le nostre coste". Secondo Di Martino, invece, "la gestione del depuratore di Cefalù si inserirà nel più ampio piano di potenziamento ed efficientemente del sistema depurativo in tutta la provincia, come conferma l'attuale gara in corso per interventi di efficientamento di 35 impianti". Nel corso della cerimonia è stata scoperta una targa in ricordo dell'ingegnere Angelo Schiavone, professionista recentemente scomparso, cui si deve un fondamentale contributo alla realizzazione dell'impianto.

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