Cronaca

Immobiliare Strasburgo, "salvi" i 37 posti di lavoro

L'impresa è sotto la tutela dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati. "La vertenza - dice la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio - può dichiararsi conclusa anche se continueremo a seguire i nostri soci nella definizione delle singole posizioni"

Buone notizie per i lavoratori dell'Immobiliare Strasburgo: le imprese locatarie della società, oggi in liquidazione, non saranno sfrattate. Quindi imprese e posti di lavoro saranno salvaguardati. Si tratta dell'azienda sequestrata nel 1993 a Vincenzo Piazza, all'epoca il più grosso sequestro mai compiuto in Italia, e adesso affidata all'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni confiscati alla mafia. L'immobiliare conta 37 lavoratori: 14 impiegati e 23 operai.

Ad annunciare la svolta è Rosanna Montalto, vicepresidente di Confcommercio Palermo con delega alla libertà d'impresa.  "Abbiamo raggiunto un ottimo accordo - dice  -. Grazie all'impegno di Confcommercio Palermo con l'Agenzia per i Beni confiscati, i nostri soci potranno rimediare ai contenziosi in essere con un piano di rientro sul proprio debito rateizzando il pagamento in 24 mesi. Inoltre, gli attuali canoni di locazione saranno ridotti del 20%, con l'impegno a rivederli ulteriormente al ribasso al momento in cui giungeranno a scadenza. Le imprese attualmente locatarie, se vorranno, potranno acquistare l'immobile in cui hanno l'attività, immobile che, grazie a un accordo con il Comune di Palermo, avrà l'agibilità prima della vendita".

In merito alla vicenda interviene anche la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio. "Dopo anni di tribolazione da parte delle imprese che hanno gli immobili in locazione dall'immobiliare sequestrata per mafia, siamo intervenuti nel portare avanti le richieste legittime dei locatari e dopo mesi di colloqui - afferma -. Finalmente la vertenza può dichiararsi conclusa anche se continueremo a seguire i nostri soci nella definizione delle singole posizioni. E' nostra convinzione che il dialogo paghi sempre ed è quello che abbiamo promosso noi. Mantenere in vita le imprese e salvaguardare i posti di lavoro è stato l'obiettivo comune - conclude Di Dio -, anche da parte dell'Agenzia per i Beni confiscati alla mafia".

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