Presunto trafficante di essere umani a processo, ma è scontro tra Procure

Per i magistrati di Palermo l'uomo alla sbarra è il "Generale" Mered Medhanye Yehdego, responsabile della tratta di esseri umani tra Libia e Italia. Secondo i colleghi della Capitale c'è uno scambio di persona

Trafficante di esseri umani o innocente vittima di un clamoroso cambio di persona? E' attorno a questa domanda, certo non da poco, che ruota lo scontro tra la Procura di Palermo e quella di Roma. Al centro della contesa un 29enne eritreo arrestato nel maggio dello scorso anno in Sudan, estradato in Italia e adesso sotto processo.

Per i magistrati di Palermo l'uomo alla sbarra è il "Generale" Mered Medhanye Yehdego, ritenuto un pericoloso trafficante di esseri umani che gestiva la tratta di esseri umani tra Libia e Italia. Secondo i colleghi della Capitale invece il "generale" non è lui. Il difensore dell'eritreo, l'avvocato Michele Calantropo, ha depositato ai giudici del Tribunale dei documenti della Procura di Roma a sostegno della tesi dell'errore di persona. L'accusa si è opposta all'acquisizione. Adesso spetta al tribunale, presieduto da Raffaele Malizia, decidere come procedere. Tutto è rinviato all'udienza di gennaio.

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