Terrorismo, l'intercettazione: "A Ballarò comanda la mafia, mandali a farsi fott..."

A parlare sono due degli indagati dell'operazione che ha portato al fermo di 15 persone: "Fino ad ora non abbiamo venduto nemmeno un cartone, Aymen sono dei fott...". Orlando: "I boss non si spostano con il lapino..."

Nella zona di Ballarò "comanda ancora Cosa nostra". A parlare sono due degli indagati dell'operazione anti terrorismo che all'alba di oggi ha portato al fermo di 15 persone tra la Sicilia e la Lombardia. I due interlocutori, non sapendo di essere intercettati, parlando di Palermo, hanno detto: "Fino ad ora non abbiamo venduto nemmeno un cartone... è diventato che ''fanno lavorare  il cervello'' (intende che cercano di fregarlo, ndr) ... è diventato ...  quelli che hanno Ballarò, quegli italiani, la mafia che tien ...".  "Aymen... sono dei fottuti ... la mafia di Ballarò ... mandali a farsi  fottere, figlio ... non dare... omissis ...".

Orlando: "I boss non si spostano con il lapino..."

L'indagine è stata commentata anche da Leoluca Orlando: "L'operazione antiterrorismo condotta oggi dai ROS e coordinata dalla Procura di Palermo - ha detto - conferma quanto sostengo da tempo e cioè che le politiche di criminalizzazione dei migranti non fanno altro che aiutare le organizzazioni criminali. E conferma soprattutto, quasi in modo clamoroso, quello che è sotto gli occhi di tutti: chi vuole venire in Italia in collegamento con organizzazioni terroristiche non viene certo sui barconi dei migranti rischiando la vita. Così come i grandi boss della mafia non girano certo con il lapino sgarrupato, i criminali internazionali non vengono in Italia sui barconi ma su potenti gommoni fuoribordo che in poche ore e su rotte poco trafficate li portano sulle coste siciliane".

"Dalla Tunisia zero collaborazione"

Intanto emerge un altro aspetto nell'ambito dell'operazione messa a segno stamattina. Ovvero che da parte delle autorità tunisine non ci sarebbe stata alcuna collaborazione nei confronti della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. La Procura distrettuale di Palermo, che ha coordinato l'inchiesta, nei mesi scorsi aveva inviato due richieste di rogatorie in Tunisia, come apprende l'Adnkronos, ma le autorità 
giudiziarie tunisine non hanno mai risposto. Nonostante le continue sollecitazioni del Procuratore aggiunto Marzia Sabella e dei sostituti
Geri Ferrara e Claudia Ferrari, i magistrati della Tunisia non hanno mai risposto ai colleghi siciliani.

Così intanto in un tweet il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta: "Le mie congratulazioni ai @_Carabinieri_del #ROS e dei Comandi Provinciali di Palermo e Trapani per l'operazione antiterrorismo svolta quest'oggi. Il Paese è fiero di voi".

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