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Documenti, trucco e parrucco per falsi migranti: arrestati 2 fratelli palermitani a Genova

Operazione dei carabinieri con 8 arresti: coinvolti due impiegati. L'organizzazione aveva reclutato anche un’estetista e una parrucchiera per rendere i clienti più somiglianti ai veri intestatari dei documenti

Una vera e propria “agenzia di viaggi” specializzata in immigrazione clandestina, che oltre a fornire documenti falsi e occuparsi degli spostamenti e del trasporto aveva reclutato anche un’estetista e una parrucchiera per rendere i clienti il più somigliante possibili ai veri intestatari delle carta d’identità, è stata smantellata dai carabinieri a Genova. I militari del comando provinciale e della compagnia Genova Centro hanno arrestato 8 persone (26 quelle indagate a vario titolo) ora accusate di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina e aggravata dal reato transnazionale, visto che i viaggi venivano organizzati dall’Albania verso Svizzera e Inghilterra. In manette anche due impiegati palermitani.

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Parrucchiera e truccatrice per "falsificare" i connotati

Decine le persone portate a destinazione dietro un compenso di circa 12 mila euro, donne, uomini e anche bambini, cui veniva consegnato il documento d’identità falsificato oppure un documento genuino. In quest’ultimo caso erano i connotati delle persone a essere “falsificati”, sfruttando trucco, pettinatura, lenti a contatto, barba e baffi finti.

Al vertice dell’organizzazione due cittadini albanesi residenti a Genova: a capo del giro d’affari il 41enne Azem Shehaj, braccio destro il 39enne Eduart Theodhori. In manette anche la compagna di Theodhori, la 45enne Giuseppina Lanzo, due fratelli palermitani, Gaetano e Alessandro Girgenti, i falsari dell’associazione, e la 37enne Arjana Metaliaj, parrucchiere savonese. 

A quest’ultima il compito di “preparare” i clandestini prima del trasporto con phon, spazzole e pennelli da trucco, mentre gli altri (compresa un’altra genovese di 46 anni e un cittadino albanese anche lui di 46 anni, agli arresti domiciliari) si occupavano di  reclutare i cittadini albanesi che volevano arrivare in Europa, di accompagnarli a Palermo o a Genova in aereo per la consegna dei documenti, e poi di recuperare i mezzi di trasporto e accompagnarli a destinazione. L’associazione si affidava inoltre a una fitta rete composta da strutture ricettive del ponente ligure o di amici e conoscenti compiacenti che, dietro compenso, ospitavano gli immigrati in attesa del trasporto finale. 

Indagine partita da una rapina in una sala slot

L’indagine è partita da una rapina a una sala slot in corso De Stefanis a Genova commessa il 30 luglio 2018: un uomo, identificato poi in seguito in Eduart Theodhori, è entrato nel locale armato di coltello e ha minacciato e percosso la cassiera - risultata poi complice, e indagata per favoreggiamento - portando via l’incasso della serata, 12 mila euro. Ad aspettarlo in macchina, come dimostrato anche dalle telecamere di sorveglianza della zona, la compagna. 

Da qui sono partiti gli uomini del capitano Michele Zitiello per ricostruire la rete: intercettazioni telefoniche, controlli incrociati sulle tratte aeree tra l’Albania, Genova e Palermo e altri approfondimenti hanno portato allo scoperto almeno una trentina di viaggi tra il 2017 e il 2018, per un guadagno totale di quasi 350 mila euro. Soldi che i due capi dell’organizzazione usavano per fare la bella vita, tra auto di lusso, cene al ristorante e puntate al casinò o alle sale scommesse, e per pagare i “dipendenti”: 4 mila euro al mese per la parrucchiera e per Lanzo, che aveva un ruolo prettamente logistico, e sino a  4mila euro a documento per i due falsari siciliani, mentre gli altri collaboratori venivano retribuiti per l’accompagnamento e il ruolo di “tutor”, che seguiva i clienti sino a destinazione.

Tutto era studiato nei dettagli: se il trasporto era organizzato per un uomo l’accompagnatore era una donna e viceversa per dare meno nell’occhio. E tutti i documenti, veri o falsificati che fossero, appartenevano a persone di nazionalità italiana.

Il blitz 

I militari hanno arrestato Shehaj in una sala slot di Savona, Theodhori e Lanzo nel loro appartamento di Sampierdarena, Metaliaj a Savona e i due fratelli Girgenti a Palermo. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, cui ha partecipato anche l’unità cinofila, sono stati sequestrati carte di credito, 3mila euro in contanti e sostanze stupefacenti.

"È stata un’indagine lunga e complessa, che ha consentito di portare allo scoperto e smantellare un’associazione molto ben radicata e organizzata - ha detto il comandate provinciale di Genova Gianluca Feroce - Le indagini ora proseguono per ricostruire eventuali altri viaggi e ramificazioni di questa rete, e per rintracciare le persone che sono state fatte entrare illegalmente in altri Paesi".

Fonte GenovaToday.it
 

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