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Uno dei fermati all'uscita dalla Questura - foto Riccardo Campolo

Uno dei fermati all'uscita dalla Questura - foto Riccardo Campolo

Traffico di migranti, smantellata rete internazionale: 38 fermi

I provvedimenti sono stati eseguiti in diverse città. Nel corso delle indagini, svolte dalle squadre mobili di Palermo e Agrigento e dal Servizio centrale operativo, è emerso che alcuni degli indagati gestivano anche un fiorente traffico di droga

La polizia ha eseguito 38 fermi, emessi dalla Dda di Palermo, nei confronti di altrettanti indagati ritenuti appartenenti a un network criminale transnazionale dedito al traffico di migranti. Gli agenti sono entrati in azione a Palermo, Roma, Viterbo, Agrigento, Catania, Trapani, Milano, Lecco, Macerata e Genova. Vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, all'esercizio abusivo dell'attività di intermediazione finanziaria, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, tutti aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso. L'operazione è stata denominata "Glauco 3". (GUARDA IL VIDEO)

Nel corso delle indagini, svolte dalle squadre mobili di Palermo e Agrigento e dal Servizio centrale operativo, "è stata ricostruita la struttura organizzativa di un pericoloso network criminale e sono stati individuati ingenti flussi di denaro, provento del traffico di migranti".

La centrale delle transazioni finanziarie effettuate tramite “hawala” (un sistema informale di trasferimento di valori basato sulle prestazioni e sull'onore di una vasta rete di mediatori ndr.), secondo gli inquirenti, era a Roma. In un negozio della Capitale lo scorso 13 giugno sono stati sequestrati 526.000 euro e 25.000 dollari in contanti, oltre a un libro mastro con nominativi di stranieri e utenze di riferimento. Le indagini hanno permesso di evidenziare diverse modalità utilizzate dal gruppo per far arrivare i migranti in Italia: non solo via mare, ma anche tramite falsi ricongiungimenti familiari.

E´ inoltre emerso che alcuni degli indagati gestivano anche una fiorente attività di traffico internazionale di droga, in particolare di "catha" o "qat": una sostanza stupefacente importata dall´Etiopia e considerata una droga pesante. Importanti per le indagini sono state le dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia eritreo arrestato nel 2014 il quale, per la prima volta in Italia, ha fornito una completa ricostruzione delle attività criminali.

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