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"Centri di accoglienza migranti al collasso", gli enti dello Sprar chiedono l'intervento del Comune

Si tratta del progetto per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, finanziato dal ministero dell’Interno. I gestori chiedono l'intervento di Palazzo delle Aquile per superare le criticità gestionali

"Lo Sprar a Palermo è ormai al collasso”. A dichiararlo sono i legali rappresentanti degli enti che dal 2014 portano avanti il progetto per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati finanziato dal ministero dell’Interno.

In una nota firmata da Alfonso Giuseppe Cinquemani del centro Astalli, Luca Cumbo dell'associazione Cresm, Antonio Manca della cooperativa Badia Grande, Giuseppe Mattina dell'Opera Don Calabria, Francesco Passantino del Consorzio Sol.Co. e Giuseppe Scozzari della cooperativa Sociale “Insieme” Onlus si chiede "l’erogazione delle cifre rendicontate dovute e già a disposizione del Comune; la convocazione urgente di una conferenza di servizi al fine di esplicitare una chiara, inequivocabile e rapida procedura di rendicontazione ed erogazione dei fondi dedicati per evitare la continua riproposizione del problema; l'individuazione delle responsabilità politiche e amministrative causa delle gravi criticità gestionali e sociali".

"Se non ci saranno provvedimenti concreti e ufficiali  -  dicono - gli enti gestori non saranno in condizione di aderire alla prosecuzione del progetto entro il mese di ottobre come da scadenza prevista dal decreto 10 agosto 2016 del ministro dell'Interno. La nostra città ha prodotto la Carta di Palermo, manifesto sulla libera circolazione degli individui e sull’accoglienza virtuosa degli immigrati in Italia, per questo motivo il collasso del sistema Sprar locale sarebbe una clamorosa sconfitta per tutta la città nonché per l’intero sistema di accoglienza".

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