Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Immigrati, gip non convalida fermo per omicidio di 5 presunti scafisti

Non è stata accolta la richiesta della Procura per la mancanza di certezze sulla causa del decesso di 25 profughi. Ma agli atti, secondo gli inquirenti che hanno poi fatto ricorso, ci sarebbero documenti che attesterebbero la morte per "asfissia acuta violenta". Resta l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Il trasporto delle salme sbarcate dalla nave irlandese

Non ci sarebbero gli estremi per accogliere la richiesta della Procura sul reato di omicidio plurimo aggravato. Il gip non ha convalidato il fermo dei 5 presunti scafisti che avrebbero traghettato a bordo di un peschereccio oltre 300 profughi, arrivati al porto palermitano a bordo di una nave della marina militare irlandese che li ha soccorsi nel Canale di Sicilia (GUARDA VIDEO). Sull’imbarcazione, oltre a donne e bambini, c’erano anche venticinque salme. Per Ali Rouibah (24 anni) e Imad Busadia (23), Suud Mujassabi (21), Abdullah Assnusi (24) e Shauki Esshaush (21), attualmente detenuti in carcere, resta invece l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nonostante le dichiarazioni convergenti dei superstiti, che hanno indicato agli investigatori le responsabilità dei cinque presunti scafisti, secondo il gip non sarebbe stata verificata con certezza la causa del decesso. Ma la decisione ha fatto storcere il naso agli inquirenti palermitani che hanno deciso di impugnare il provvedimento in appello, sottolineando che fra gli atti ci sono documenti, come quelli sulle ispezioni cadaveriche, che attesterebbero che la morte sia stata provocata da “asfissia acuta violenta”.

Dopo lo sbarco della nave irlandese Niamh del 6 agosto gli uomini della squadra mobile, guidati da Rodolfo Ruperti, erano riusciti a individuare e fermare i cinque presunti responsabili di quelle morti. I superstiti avevano confermato i loro “comportamenti volontari” che avrebbero causato la morte dei migranti a bordo del peschereccio. Resta il timore che nella pancia di quell’imbarcazione, così come raccontato, ci possano essere ancora centinaia di migranti, costretti a restare nella stiva nonostante imbarcasse acqua. E su di loro i cinque presunti scafisti avrebbero infierito con violenza, arrivando a chiudergli la botola sopra la testa.

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