Cronaca

Lo scambia per un ladro e picchia figlio della padrona di casa: imbianchino condannato

L'operaio ha visto un uomo scavalcare il cancello, è intervenuto per bloccarlo ed è nata una colluttazione. Solo dopo si sono chiariti i ruoli, ma la vittima dell'aggressione non ha accettato le scuse e ha presentato denuncia

Foto archivio

Vede un uomo scavalcare la recinzione di una villa e interviene, nasce una colluttazione in cui ha la meglio: riesce a bloccarlo, anche se gli procura dei traumi al volto e la rottura di un dente. Solo dopo si scopre che la persona bloccata non era un ladro, ma il figlio dei padroni di casa che aveva dimenticato le chiavi. Le scuse servono a poco e i due finiscono in tribunale. E' la paradossale vicenda capitata a un imbianchino di 32 anni, condannato a sei mesi (con pena sospesa) per lesioni. 

I fatti risalgono al 2 marzo del 2015. L'operaio prende appuntamento con la padrona di una villetta per eseguire alcuni lavori. All'orario concordato arriva, con un collega, sul luogo dell'appuntamento e posteggia il proprio camioncino. I due vedono una persona scavalcare la recinzione della villa e tentano di fermarlo. Il figlio dei proprietari non spiega ai due operai che quella, in realtà, è casa sua. Così nasce una colluttazione. Solo dopo, quando è ormai troppo tardi, si chiariscono i ruoli. Ma porgere le scuse è inutile: nei giorni successivi la vittima denuncia l’aggressione ai carabinieri di Acqua dei Corsari. Dopo tre anni, arriva la sentenza del gup. 

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