Gal Madonie al lavoro per le zone costiere del palermitano

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Il Gal Isc Madonie ha aderito al Tavolo di concertazione delle zone costiere. A darne notizia è il presidente Santo Inguaggiato che ha già informato di questa opportunità tutti i soci del GAL. L’adesione a questo tavolo, istituito al livello nazionale tra i GAL costieri, i FLAG, l’ANCI e la Rete Rurale Nazionale, consentirà al GAL Madonie di rappresentare le esigenze e le aspettative dei propri territori costieri (Campofelice di Roccella, Cefalù, Lascari, Pollina, San Mauro Castelverde e Termini Imerese) nell’elaborazione, congiuntamente con gli altri soggetti interessati, di una Strategia Nazionale delle Zone Costiere. Con la missiva, il presidente Santo Inguaggiato, invita ad avanzare proposte e idee operative da sottoporre al tavolo nazionale.

Le zone costiere rivestono un’importanza strategica in Europa: esse, infatti, accolgono una percentuale elevata di cittadini europei, costituiscono una fonte rilevante di alimenti e materie prime, rappresentano un collegamento fondamentale per i trasporti e le attività commerciali, ospitano alcuni tra gli habitat naturali più interessanti e sono un luogo privilegiato per il tempo libero. A fronte di ciò, le aree costiere risentono di gravi problemi, quali la distruzione degli habitat, la contaminazione delle acque, l’erosione costiera, l’impoverimento delle risorse e la cementificazione selvaggia con conseguente consumo di suolo. Le coste italiane si sviluppano per circa 7.375 km, rappresentando una delle principali ricchezze del nostro paese in virtù delle inestimabili risorse ambientali, sociali, economiche e culturali legate alla costa. Come in molti altri Paesi, anche in Italia queste risorse sono, però, minacciate da pressioni sia naturali, sia antropiche, che ne mettono a rischio la disponibilità e la qualità.

Lungo le coste italiane si affacciano ben 646 Comuni, nei quali vive circa il 30% della popolazione residente del paese, e la creazione di un’“area strategica”, quindi, potrebbe contribuire a garantire un’efficace tutela e valorizzazione degli ambiti costieri e del paesaggio, armonizzando gli interessi più specificatamente ambientali con quelli di tipo storico-culturale e produttivi, estremamente importanti e diffusi proprio nell’Italia mediterranea. Le coste rappresentano, inoltre, un “sistema” caratterizzato da grandi problemi e difficoltà di gestione, nel quale risulta prioritario avviare un turismo ecocompatibile che favorisca la destagionalizzazione e la valorizzazione delle attività produttive nella logica della multifunzionalità, capace di preservare il territorio per i prossimi decenni, difendere la costa dall’erosione e dall’inquinamento delle attività produttive, attraverso investimenti in attività sostenibili.

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