Senegalese pestato in centro, identificati 4 baby aggressori: "Clima d'odio crescente"

Grazie alle prime indagini la polizia è riuscita a dare un nome e un volto ad alcuni componenti del "branco". La lista dei nomi però potrebbe presto allungarsi. Don Enzo Volpe: "Tanta violenza canalizzata per prendere di mira i più deboli"

Il giovane Boubacar Kande dopo l'aggressione

Identificati alcuni dei baby aggressori del giovane senegalese pestato a sangue nella notte tra sabato e domenica in Cavour. Al momento sono quattro i minorenni indagati dalla Procura dei minori ma la lista potrebbe presto allungarsi. Tra i sospettati ci sarebbe anche un adulto ma stando alle prime risultanze investigative il suo ruolo sarebbe stato marginale. Sono circa dieci i ragazzi che avrebbero preso parte, con ruoli diversi, all'aggressione subita dal ventenne senegalese a pochi passi dal Teatro Massimo.

"C'è molta rabbia, c'è una violenza repressa in tanti giovani che non riescono a canalizzare questo impeto in azioni positive e prendono di mira chi è più debole. Preoccupa il diffondersi del pregiudizio nei confronti del diverso, alimentato da un clima politico che fomenta la paura". A dirlo all'Adnkronos è don Enzo Volpe, il parroco che nel popolare quartiere Ballarò, a Palermo, dirige da anni il centro salesiano Santa Chiara. E proprio lì Boubacar Kande, la vittima del pestaggio, è stato ospite per alcuni mesi.

Prima di prenderlo a calci e pugni gli aggressori lo avrebbero chiamato “Negro di m…”, come confermato da vari testimoni. “Bouba - prosegue don Enzo - è stato per diversi mesi e sino allo scorso settembre nostro ospite grazie a 'Ragazzi harraga', un progetto di inclusione sociale rivolto ai neo maggiorenni. Lo conosco bene, è un ragazzo educatissimo, volenteroso, tranquillo. Ama lo sport e il calcio e da subito ha dimostrato di sapersi ben inserire".

A Boubacar don Enzo ha mandato un messaggi tramite cellulare non appena la notizia della sua aggressione è rimbalzata da un giornale all'altro. “Gli ho subito voluto esprimere la solidarietà della nostra comunità. Questi episodi - aggiunge il religioso - continuano a diventare sempre più frequenti nella nostra città come nel resto d'Italia". Scritte antisemite, svastiche, insulti a sfondo razziale. "Si sta alimentando un clima di odio e di rabbia anacronistici nei confronti del diverso, sia esso 'nero' o 'ebreo' o, semplicemente, più fragile”.

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Comportamenti che per il parroco di Ballarò sono frutto di “tanta ignoranza”, di una “cultura superficiale”, basata non sulla conoscenza di un fenomeno ma su "frasi spot" pronunciate spesso “da uomini e donne che hanno responsabilità politiche e istituzionali". Per lui nella vicenda dell'aggressione a Boubacar Kande "le vittime sono due". "Bouba innanzitutto, insultato e picchiato - dice -, ma anche gli autori del pestaggio. Giovani, e non è una giustificazione, che vivono un profondo disagio e che lo esprimono con sentimenti di intolleranza e violenza nei confronti di tutti coloro che giudicano 'fuori contesto', più fragili e non protetti".
 

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