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L'alt ai rapinatori, poi i colpi di pistola: la storia del carabiniere veneto ucciso a Cinisi

La sera del 16 aprile 1945, 76 anni fa esatti, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina, il giovane militare venne ucciso in un conflitto a fuoco. Oggi l'Arma lo ha ricordato con una nota

E' morto mentre stava cercando di fronteggiare tre rapinatori. L'Arma dei carabinieri oggi ha ricordato Guerrino Miglioranzi, medaglia d'argento al valor militare alla memoria. Era nato nel 1917 a Dosso Buono di Villafranca, nel Veronese, e da carabiniere era finito a Cinisi, dove fu ucciso il 16 aprile del 1945 (76 anni fa esatti) da tre rapinatori. 

I fatti

La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina messa a segno pochi giorni prima nelle campagne vicino a Cinisi e avuta indicazione di dove si trovasse la refurtiva, si incamminò per andare a recuperare tutto. Erano le 21 circa, quando Miglioranzi, insieme a un collega, notò tre individui fermi in atteggiamento sospetto. Intimato l’alt, i malviventi arretrarono nascondendosi a ridosso delle abitazioni da dove uno di loro aprì il fuoco con una pistola esplodendo cinque colpi all’indirizzo del brigadiere, il quale riuscì appena rispondere con due colpi prima di accasciarsi in strada.

Nelle note di servizio, il comandante dell'epoca lo definì "intelligente, istruito e coraggioso, schiavo del dovere. Diverse volte il sottoscritto lo aveva pregato di usare più prudenza nel servizio, ma lui rispondeva che la sua vita non gli importava perché voleva togliere dalla società chi la disonorava". Il 7 gennaio 1947, per il gesto eroico compiuto, gli venne tributata la medaglia d'argento al valor militare alla memoria.

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