Cronaca

Ucciso a colpi di pistola dai rapinatori: la storia del carabiniere veneto freddato a Cinisi

La sera del 16 aprile 1945, 74 anni fa esatti, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina, il giovane militare venne ucciso in un conflitto a fuoco. Oggi è stata collocata una targa nel luogo dell’eccidio

Era nato nel 1917 a Dosso Buono di Villafranca, nel Veronese, e da carabiniere era finito a Cinisi, dove fu ucciso il 16 aprile del 1945 (74 anni fa esatti) da tre rapinatori. Lui è il brigadiere Guerrino Miglioranzi, medaglia d'argento al valor militare alla memoria e questa mattina alle 10 a Cinisi è stata collocata una targa nel luogo dell’eccidio (angolo via San Pietro e via Domenico Giunta).

La sera del 16 aprile 1945, dopo aver scoperto i responsabili di una rapina messa a segno pochi giorni prima nelle campagne vicino a Cinisi, avuta indicazione di dove si trovasse la refurtiva, si incamminò per andare a recuperare tutto. Erano le 21 circa, quando Miglioranzi, insieme a un collega, notò tre individui fermi in atteggiamento sospetto. Intimato l’alt, i malviventi arretrarono nascondendosi a ridosso delle abitazioni da dove uno di loro aprì il fuoco con una pistola esplodendo cinque colpi all’indirizzo del brigadiere, il quale riuscì appena rispondere con due colpi prima di accasciarsi in strada.

Nelle note di servizio, il comandante dell'epoca lo definì "intelligente, istruito e coraggioso, schiavo del dovere. Diverse volte il sottoscritto lo aveva pregato di usare più prudenza nel servizio, ma lui rispondeva che la sua vita non gli importava perché voleva togliere dalla società chi la disonorava".

Il 7 gennaio 1947, per il gesto eroico compiuto, gli venne tributata la medaglia d'argento al valor militare alla memoria. Durante la cerimonia di oggi Salvatore Falzone, cappellano militare del comando legione carabinieri Sicilia, ha benedetto la targa commemorativa alla presenza del sindaco Gianni Palazzolo, del tenente colonnello Angelo Colucciello, capo ufficio comando del comando provinciale carabinieri di Palermo, il maggiore Rolando Tommasini, comandante della compagnia carabinieri di Carini, una rappresentanza del consiglio comunale, una rappresentanza dell’associazione nazionale carabinieri in congedo, un gruppo di studenti della scuola media statale Meli di Cinisi accompagnati dalla dirigente scolastica ed i familiari del militare originari del Veneto.

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