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Cronaca

Dall'accoglienza dei profughi alla raccolta di viveri e farmaci: Palermo si mobilita per l'Ucraina

In tanti - tra associazioni, parrocchie, privati e semplici cittadini - stanno sostenendo il popolo colpito dagli orrori della guerra. Tra i primi ad aprire le porte i frati francescani minori del convento della Gancia che in questi giorni ospiteranno una famiglia di Kiev, con una bambina di appena 15 mesi

Palermo mostra il volto dell'accoglienza e della solidarietà, ancora una volta. In tanti, tra associazioni, parrocchie, privati e semplici cittadini si stanno mobilitando per dare sostegno al popolo ucraino colpito dagli orrori della guerra e ai profughi in arrivo in città. 

Tra i primi ad aprire le porte i frati francescani minori del convento della Gancia che in questi giorni ospiteranno una famiglia ucraina, con una bambina di appena 15 mesi, fuggita dalle bombe russe. Insieme a loro, anche il convento di Baida e la Diocesi di Cefalù che da domani accoglierà tre mamme e i loro cinque figli nei locali di una struttura del seminario diocesano. L'Arcidiocesi, come richiesto dell'arcivescovo Corrado Lorefice che ha aderito alla campagna di raccolta fondi indetta dalla Caritas, ha disposto che le collette delle messe di ieri, domenica 6 marzo, siano destinate a sostenere i bisogni immediati del popolo ucraino. "La parrocchia di Maria Santissima delle Grazie di Roccella - fa sapere a PalermoToday il parroco Ugo Di Marzo - ha raccolto 800 euro e siamo in contatto con varie associazioni per dare seguito alla richiesta di alcuni famiglie che sono pronte a ospitare". 

Il cuore dei palermitani batte forte per il popolo ucraino. Sono tanti, infatti, i cittadini che hanno già dato la propria disponibilità ad accogliere i profughi fuggiti dal conflitto scrivendo all'indirizzo email fornito dal Comune. "Ci sono arrivate - dice l'assessore alla Cittadinanza solidale Cinzia Mantegna - più di 130 indicazioni di disponibilità di accoglienza per famiglie e bambini ucraini. Ci sono anche tante proposte di sostegno per il pagamento dell'inserimento a scuola, del corredo scolastico o l'affitto di eventuali b&b. Anche avvocati e interpreti sono pronti a dare il proprio sostegno. In questi giorni - continua Mantegna - ci sono arrivate sette richieste di aiuto per raggiungere Palermo da parte di amici e parenti di ucraini che stanno scappando dalla guerra. Stiamo facendo incrociare disponibilità e richieste. Attendiamo anche direttive dalla cabina di regia convocata in Prefettura per il censimento e per poter recapitare i documenti a chi ne è sfornito". 

Non solo accoglienza ma anche sostegno a chi resta in Ucraina. Nei rifugi antiaerei di fortuna in cui provano a trovare riparo gli ucraini serve davvero di tutto, dalle bende alle flebo, dal cibo in scatola al latte per i bambini. In pochi giorni, così, sono partite numerose gare di solidarietà che grazie a un passaparola rimbalzato sui social hanno già permesso di raccogliere numerosi beni di prima necessità e materiale per il pronto soccorso. E' già partito dalle sede di via Evangelista di Blasi il primo tir con le scorte alimentari e mediche raccolte dall'associazione siciliana Medullolesi spinali e dall'associazione Forum Ucraina, mentre si muoverà mercoledi il camion con i materiali raccolti dall'associazione Era con la sua delegazione di Acqua dei Corsari. "Anche io - racconta Marcello Cenci di Era - ho fatto richiesta per ospitare un bambino". Anche la parrocchia di San Giuseppe Cafasso ha raccolto una grande quantità di prodotti che sono già in movimento con destinazione Kiev. Donazioni arrivano anche da privati e mondo dello sport, come il New Paradise, la Volley Palermo e Vilardo che ha fatto recapitare aiuti alimentari per gli amici a quattro zampe. 

WhatsApp Image 2022-03-07 at 10.58.34 copia-2Proprio in queste ore è stata creata la rete "Palermo per l'Ucraina", promossa da Agisci ed Era (associazione europea radioamatori), che raccoglie decine tra associazioni, cooperative e parrocchie, per convogliare tutte le iniziative messe in campo per la raccolta di farmaci e presidi. Servono, tra le altre cose, antidolorifici, lenzuoli termici, garze sterili e igienizzanti. Le donazioni potranno pervenire entro il 18 marzo nei punti di raccolta della sede "Era" della Fiera del Mediterraneo, nella parrocchia del Santissimo Crocifisso e all'ambulatorio Ippocrate in via Benfratelli, 25. L'associazione Arcaverde sta raccogliendo cibi a lunga conservazione, biancheria intima e prodotti per l’igiene personale. Quanto richiesto potrà essere recapitato ai volontari del centro socio educativo “Eleonora Marsala”, in via Luigi Manfredi. Stessa iniziativa targata Cisom dell'Ordine di Malta nelle ex scuderie di Palazzo Cefalà. Le mamme di Boccadifalco hanno fornito tutto ciò che avevano da dare all'associazione Raggio di Sole per aiutare tutti coloro che stanno affrontando, loro malgrado, la guerra. Indumenti che non usano più, coperte e tutto ciò che può essere utile per la sopravvivenza. 

Una raccolta di farmaci è stata indetta anche dai farmacisti palermitani che hanno accolto l'appello lanciato da Federfarma per il reperimento dei dispositivi medici necessari. "Ogni giorno - dice il segretario provinciale e nazionale di Federfarma Roberto Tobia - ci confrontiamo con le persone e i loro problemi di salute. Non potevamo restare sordi e immobili di fronte alla richiesta di aiuto proveniente dall’Ucraina. Confidiamo nel coinvolgimento di tutte le farmacie europee". 

Nel weekend scorso a Villa Sperlinga è andata in scena la "spesa sospesa", l'iniziativa di Coldiretti per dare sostegno a una famiglia ucraina arrivata a Terrasini. In tanti hanno acquistato prodotti nel mercato contadino di Campagna Amica e fatto donazioni che saranno destinate ai popoli in guerra. Contributi arrivano anche dal mondo dell'arte. Si chiama "Un ritratto per la pace" l'iniziativa solidale a colpi di click ideata dal fotografo palermitano Francesco Baiamonte, in occasione dell'8 marzo, e rivolta alle donne. Partecipare è semplice: basta farsi fare un ritratto e lasciare una quota simbolica che andrà in beneficenza al fondo istituito dal governo ucraino in collaborazione con le ambasciate di tutto il mondo.

Una ventina di famiglie della diocesi di Cefalù hanno dato la loro disponibilità ad accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. "La solidarietà è la prima grande risposta della comunità diocesana di fronte alla guerra", spiega una nota della Diocesi.

Nelle prossime ore arriverà una giovane coppia in fuga dal conflitto con i suoi tre figli di quattro mesi, due e cinque anni. Ancora qualche giorno di attesa, invece, per le tre mamme con i loro cinque bambini che, a causa del caos negli aeroporti, arriveranno a Cefalù la prossima settimana. "La chiesa cefaludense ancora una volta non si tira indietro dimostrandosi accogliente nei confronti dei fratelli in difficoltà, in fuga dalla guerra e dalla distruzione".

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