D’Autilia (Cse): "Alle guardie giurate sia dato lo status di agenti ausiliari di pubblica sicurezza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

La figura delle guardie giurate necessita di una forma giuridica ben precisa. Il contratto nazionale di comparto è scaduto nel 2015 e questi lavoratori, addetti alla sicurezza, non sono giuridicamente garantiti ed economicamente protetti. 

Lo dice Massimiliano D’Autilia, segretario regionale Cse Fnisv, che chiede al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, di farsi carico e portavoce a livello nazionale della tutela delle guardie particolari giurate affinché il loro status giuridico possa essere elevato ad agente ausiliare di pubblica sicurezza. In base al dm 154/09 sono addirittura considerate la “sicurezza sussidiaria”, cioè possono sostituire nei compiti di sicurezza le forze di polizia, fino a che non siano richieste “pubbliche potestà”.

Le guardie giurate sono addette, ai sensi degli art. 133 e 134 Tulps, “alla vigilanza o custodia delle proprietà mobiliari od immobiliari”. Con il dm 85/99 sono state aggiunte delle funzioni, relativamente ai controlli di sicurezza affidabili in concessione (ai privati) negli aeroporti, porti, ferrovie, metro, ospedali, banche, poste ecc... E con il dm 154, i compiti delle guardie particolari giurate sono stati estesi in maniera davvero ampia.

La legge 101 del 6 giugno 2008 ha modificato l’articolo 138 del Tulps e le guardie particolari giurate, al di là del comune orientamento giurisprudenziale precedente, sono a tutti gli effetti considerate “incaricati di pubblico servizio solo nell’esercizio delle loro funzioni” che riguarda tutti coloro che svolgono un servizio di pubblica utilità, come i custodi dei cimiteri, i bidelli delle scuole, i portalettere, i sacerdoti, i conduttori di programmi televisivi, i conducenti di mezzi pubblici,infermieri etc. e non dei pubblici ufficiali.

Le guardie particolari giurate da tempo chiedono al Parlamento una maggiore attenzione per il loro lavoro, mediante un nuovo ordinamento legislativo che dia maggiore garanzie e visibilità rimodernando il settore. La qualifica giuridica loro assegnata però rimane lettera morta, in quanto la stragrande maggioranza non ha la minima idea di cosa voglia dire e di quali siano i poteri e le limitazioni di questa figura. A seconda del bene o luogo da presidiare, le guardie particolari giurate sono chiamate a lavorare anche di notte e nei giorni festivi, secondo turni prestabiliti e il più delle volte massacranti.

Un lavoro indubbiamente pericoloso perché, in caso di furto o rapina e in altre circostanze, si è obbligati ad intervenire esponendo la propria incolumità a seri rischi, in particolare se i criminali sono armati. Negli ultimi anni i crimini sono aumentati e il bisogno di sicurezza, soprattutto nelle aree metropolitane non solo non sono diminuiti ma l’esigenza della popolazione e quella di un bisogno maggiore di protezione. Gli scenari internazionali sono mutati e nuovi sfide si sono presentate agli apparati statali di tutta l’Unione europea: immigrazione, crisi economica, terrorismo e tanto altro ancora.

La figura della guardia giurata in Italia è una delle più indefinite e meno tutelate: giuridicamente siamo identificati come incaricati di pubblico servizio (Gpg presso le Prefetture di competenza territoriale), ma allo stesso tempo veniamo inquadrati all’Inps e all’ufficio provinciale del lavoro come operai generici, ma ad operare ed a svolgere molto spesso compiti dì polizia. Questi servizi confermano quanto siano strategiche e fondamentali dotare dì titolo autorizzativo rilasciato dalla prefettura. E' quindi inevitabile una “ristrutturazione” legislativa che ricordi a tutti che le guardie giurate sono dipendenti privati che hanno prestato giuramento dì fedeltà alle istituzioni italiane. Paesi come Francia, Germania e Spagna riconoscono alle guardie particolari giurate la qualifica di pubblico ufficiale e di agente dì pubblica sicurezza con tutte le tutele economiche, giuridiche, sociali e legali che un appartenente alle forze dell’ordine merita.

E’ ora che le istituzioni salvino dal baratro questa categoria dandone una dignità, professionalità ed economica e riconoscimenti a tutela del ruolo che svolgono al servizio e tutela degli italiani. 

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