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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Green pass "illimitato" e nuovi colori delle regioni: come cambiano le regole

Dalle quarantene al conteggio dei ricoveri, dal certificato verde alla zona arancione, con il picco di Omicron alle spalle è tempo di rivedere le norme, semplificandole: cosa succederà nelle prossime settimane

Il sistema a colori delle regioni, così com'è, ha poco senso: tra zona gialla e arancione non cambia nulla o quasi. I "governatori" tornano a invocare una revisione immediata delle regole, partendo dalla burocrazia delle quarantene, in particolare a scuola, che sta causando problemi a non finire. Oggi i governatori a Roma per l’elezione del nuovo Capo dello Stato si vedranno per completare un pacchetto di richieste, ragionando sulla progressiva uscita dall’emergenza sanitaria nelle prossime settimane. La curva del virus ha raggiunto il plateau e prestissimo dovrebbe iniziare a scendere. Ieri il ministero della Salute ha certificato che almeno dieci milioni di italiani hanno avuto il Covid.

Addio sistema a colori: resterà solo la zona rossa

La richiesta del superamento del sistema dei colori si basa sul fatto che la maggioranza della popolazione è vaccinata, che le somministrazioni sono aperte anche ai più piccoli e che il green pass rafforzato è stato esteso a quasi tutti gli ambiti della vita sociale ed economica. Una revisione delle norme permetterà di semplificare la vita a cittadini e imprese. Per un nuovo sistema "a colori" le regioni vogliono da subito la distinzione tra i ricoveri “per” Covid e ricoveri “con” Covid, cioè coloro che entrano per altri motivi e vengono trovati positivi al virus, affinché questi ultimi non rientrino nel conto delle occupazioni dei reparti ordinari e delle terapie intensive. Resterebbe di fatto solo la zona rossa, che - come vediamo più avanti - porterebbe restrizioni vere. Ma con il picco ormai alle spalle o quasi, è uno scenario irrealistico. I colori delle regioni non verrebberp cancellati tout court, ma semplificati di molto.

La vaccinazione ha raggiunto un gran numero di cittadini, e ciò li mette al riparo da tante limitazioni anche nei casi peggiori, quali il passaggio della propria regione al colore arancione o rosso. E dunque, chiedono i presidenti delle regioni, perché mantenere questo sistema che però pone limitazioni all'economia? "Si ritiene – scriveva il fronte guidato da Fedriga nella lettera spedita all'esecutivo – che la revisione dell'attuale sistema delle zone di rischio, unita ad una semplificazione normativa, consentirebbe una facilitazione nei comportamenti e nelle attività per tutti i cittadini e le imprese".

Sul fronte quarantene, c'è la richiesta di ridurle a cinque giorni o addirittura eliminare il periodo di isolamento per le persone positive ma asintomatiche, purché abbiano fatto la dose booster di vaccino, sostituita dall'autosorveglianza.

Green pass illimitato: il piano c'è

Altro tema è l'aumento della durata del green pass per chi ha fatto il booster visto che dal 1 febbraio i certificati verdi dureranno sei mesi e non più nove come oggi. In tal modo ci sono troppi problemi per chi ha fato da tempo la terza dose, visto che al momento non si parla di quarta dose. Prende piede l'idea di rendere la durata del pass illimitata, indefinita. Chi ha la terza dose avrà il Green Pass valido fino a fine emergenza: il piano è questo, ma servirà un passaggio del comitato tecnico scientifico se si procederà in tal senso. La eventuale quarta dose non è all'orizzonte e l’accorciamento della durata del certificato verde a 6 mesi - in diversi Paesi Ue vale 9 mesi - è una mazzata per il turismo (il settore rischia il collasso). Potrebbe non essere prorogata l’ordinanza che scade il 31 gennaio che prevede l’obbligo del tampone per entrare in Italia dall'estero, anche da Paesi europei, anche per chi ha il green pass da terza dose.

L'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato, spiega: "Con le regole attuali, se non ci si mette mano, c'è il rischio di fare trovare in difficoltà chi ha fatto le tre dosi già da diversi mesi". Per D'Amato la cosa migliore, per chi ha fatto le tre dosi, sarebbe una durata illimitata del Green Pass, "a meno che non ci dicano che andrà fatta una quarta dose di richiamo e allora la validità sia fino al richiamo". Il rischio è che qualcuno si ritrovi presto senza Pass e senza altre dosi da fare. Inaccettabile.

"Le regole devono essere poche e semplici, il green pass così non va"

"Le regole devono essere poche, semplici e note perchè servono per organizzare i nostri piani di vita. E non possono cambiare ogni 15 giorni". Lo afferma Alberto Mingardi, direttore dell'Istituto Bruno Leoni, in un'intervista al QN. "Ci sono disposizioni emesse con obiettivi legati a un contesto che si è modificato ma che restano in vigore, scritte in maniera dettagliata ma poi da interpretate e studiare. Il governo annuncia, dopo qualche giorno esce il decreto, poi servono le faq assunte a fonte di diritto... Tra l'altro nella consapevolezza che l'applicazione spesso è impossibile", aggiunge Mingardi che scandisce: "Bisogna tagliare e basta. Alcune disposizioni sono legate a momenti diversi di questa pandemia e non hanno piu` senso con la variante Omicron".In altre parole, ribadisce il numero uno dell'Istituto Bruno Leoni, "bisogna avere il coraggio di rimettere in discussione l'intera architettura delle disposizioni".

Il problema dell'Italia, puntualizza ancora Mingardi, "sta nella visione drammatizzata della pandemia. E poi c'è l'abitudine di voler dire alle persone come si devono comportare. La politica pensa di rispondere a questo istinto". Critiche anche sul super Green Pass: "L'obiettivo era di promuovere le vaccinazioni. Figliuolo lo sta facendo benissimo. Oggi l'estensione del Green pass sembra fatta apposta per dare ragione a chi lo critica. Diventa solo uno strumento di controllo sociale, addirittura iniquo, perchè ha cambiato il proprio fine. Ed è assurdo che duri più a lungo dello stato di emergenza".

Tra zona bianca, gialla e arancione cambia pochissimo

Oggi come oggi è solo la zona rossa quella in cui sono ancora eventualmente vigenti le regole dell'inverno 2020-2021. Scattano in quel caso le chiusure, con coprifuoco e limitazioni agli spostamenti per tutti. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. In zona rossa non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar sono chiusi, consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Restano chiusi tutti i negozi ad esclusione di quelli con codice Ateco consentito, in particolare alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini. In tutti i casi i trasporti sono sempre aperti e accessibili, ma con Green Pass.

La tabella con le attività consentite con e senza Green Pass in zona bianca, gialla e arancione è disponibile a questo indirizzo.

I colori attuali delle regioni

In base alle disposizioni nazionali in vigore per il contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e alle ordinanze del Ministro della Salute, da oggi lunedì 24 gennaio si applicano le misure previste:

  • per la zona bianca a Basilicata, Molise e Umbria;
  • per la zona gialla a Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Toscana, Veneto e alle Province autonome di Trento e di Bolzano;
  • per la zona arancione a Valle d’Aosta, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia.

fonte Today.it

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