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Cronaca

Green pass, "ballano" 9 mesi: chi vuole lo stop dal 31 marzo e chi dal 31 dicembre, tutte le ipotesi

L'ondata Omicron si sta spegnendo. E intanto sul decreto che proroga il certificato verde sono passati in aula due emendamenti della Lega sui quali il governo aveva detto no. Uno dei due per permettere le processioni più rilevanti come quella di Santa Rosalia a Palermo

Continua a tenere banco il dibattito sulla scadenza di tutte le restrizioni in vigore, a partire dal green pass. Ieri si sono registrati 51.959 nuovi contagi, contro i 62.231 di sabato. Calano ancora le vittime: 191, mentre l'altro ieri erano state 269. Per trovare un numero di decessi giornaliero sotto i 200 bisogna risalire allo scorso 9 gennaio (157). L'ondata Omicron si sta spegnendo. E intanto la scorsa settimana sul decreto che proroga il green pass, sono passati in aula due emendamenti della Lega sui quali il governo aveva detto no. Uno dei due per permettere le processioni più rilevanti come quella di Santa Rosalia a Palermo.

Fino a quando servirà il green pass

C'è chi, come Matteo Salvini, dalla maggioranza di governo spinge per cancellarlo in concomitanza con la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo. E c'è chi, come Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, suggerisce di mantenerlo fino al 31 dicembre. La normativa sul Green Pass probabilmente non finirà tutta insieme nel dimenticatoio. Ma uno Stato dovrebbe programmare i criteri (non le date, ma almeno i criteri) che indicano la strada verso la normalità dopo oltre due anni di pandemia. Ciò non vorrebbe affatto dire che "si esce" dall'epidemia dall'oggi al domani, ma che c'è stata quantomeno una vera discussione sui criteri. Non sta accadendo, per ora.

Green pass, lo scontro sulla scadenza

Dal 15 febbraio scatta l’obbligo di green pass rafforzato sui luoghi di lavoro per gli over cinquanta. Ma nel governo il tema caldo ha un nome e una data: green pass, 31 marzo. La Lega starebbe cercando di mettere in difficoltà il governo. Un emendamento al decreto sull’obbligo vaccinale in discussione alla Camera: chiede che il pass venga eliminato con la fine dello stato di emergenza, tra 45 giorni circa. La modifica è stata presentata e firmata da tutti i componenti del Carroccio nella Commissione Affari sociali e sarà votata mercoledì.

Non trova sponde per ora la Lega nella maggioranza, nota Repubblica, che riporta i ragionamenti di Claudio Borghi: "Il vento nel Paese è cambiato, pure tra i colleghi parlamentari, e quindi apriamo una discussione: magari il governo ci farà una controproposta. Si va verso la bella stagione, i numeri dei nuovi casi sono in calo, e presto non avrà più un senso una misura che tra le tante cose disincentiva il turismo straniero". Fratelli d'Italia è schierata con la Lega, mentre Forza Italia non segue i due (ex?) alleati di centrodestra. Il Pd punta sull'addio per step, senza corse in avanti.

Il governo Draghi sembra invece voler aspettare l’evoluzione della pandemia in primavera prima di pensare di poter cambiare le regole."Stiamo molto meglio di alcune settimane fa", ha detto ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza. "La situazione va meglio", ha detto il ministro, "stiamo piegando la curva" con "meno chiusure che altrove". Secondo Speranza "il vaccino è stato il vero strumento game-changer", che ha cambiato lo scenario, determinate per arginare "questa ondata terrificante" di Omicron. Ha aggiunto che non sono state ancora prese decisioni in merito alla sorte del Cts e che si valuterà nell'imminenza della fine dello stato di emergenza, il prossimo 31 marzo: "Abbiamo lavorato a fianco della comunità scientifica in questi due anni e questo non cambierà, poi valuteremo le modalità tecniche in merito al Cts quando arriveremo sotto la scadenza del 31 marzo per lo stato di emergenza, ma il governo continuerà ad avere rapporto stretto con la comunità scientifica. Sul Cts non ci sono decisioni assunte ma valuteremo le modalità tecniche".

Matteo Salvini è però la spina nel fianco per l'esecutivo. Tenterà di smarcarsi dentro al governo, sempre più e su vari temi, non solo sul Green Pass. Va altresì sottolineato che solissimo non è. La scorsa settimana sul decreto che proroga il green pass, sono passati in aula due emendamenti dela Lega sui quali il governo aveva detto no. Uno, anche coi voti M5s, per permettere a chi vive sulle isole di viaggiare su aerei e navi anche solo col tampone, col green pass semplice dunque. L'altro per permettere le processioni più rilevanti, dalla festa dei ceri di Gubbio a Santa Rosalia a Palermo, da Santa Rosa a Viterbo a quelle di Palmi, Nola, Sassari, sino al Palio di Siena. A favore hanno votato Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, gli ex M5s di Alternativa c’è, Cambiamo, quattro cinquestelle e due del Pd. Si preannunciano settimane complicate.

"Green pass fino al 31 dicembre 2022"

Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza e considerato a lui molto vicino, è sul versante opposto: "Deve essere chiaro, il virus non scomparirà. Il green pass serve ancora - dice a Repubblica -  Insieme alla vaccinazione deve diventare uno dei due perni della nuova normalità. Se li togliamo siamo a rischio. Sarebbe la terza volta che facciamo lo stesso errore, il terzo anno in cui pensiamo che tutto sia finito e poi ci troviamo con la curva che risale. Deve essere chiaro a tutti: il virus circola ed è temibile. C’è un’altra malattia che si aggiunge a quelle che già conosciamo, è molto più pericolosa dell’influenza e dobbiamo gestirla".

L’obbligo di vaccino per lavorare se si è over 50 scade il 15 giugno e il certificato verde, nelle sue varie forme, potrebbe iniziare a decadere passo dopo passo con la fine dello stato di emergenza, il 31 marzo. Che fare secondo Ricciardi? "Per tutto questo 2022 obbligo e green pass vanno mantenuti. Siamo ancora in un anno di passaggio. Va visto cosa succederà ad ottobre per capire se il virus si ripresenterà e con quale veemenza, così è fondamentale avere già attivi gli strumenti che ci permettono di combatterlo nel modo più efficace"

Green pass, dove potrebbe rimanere più a lungo

La fine del pass sarà con ogni probabilità graduale, per step: l’obbligo di quello rafforzato (da vaccino) previsto attualmente per ristoranti e piscine all’aperto, stadi e sport di squadra come il calcetto, a marzo potrebbe essere modificato, magari sostituendolo con quello base (rilasciato anche con tampone) prima della totale eliminazione del certificato verde. Difficile pensare che in primavera, con contagi ai minimi, sarà richiesto a lungo il green pass per qualsiasi tipo di attività o luogo all'aperto, bar e ristoranti compresi. Il pressing per l'allentamento si farà più forte giorno dopo giorno.

A inizio aprile il green pass base (quindi quello ottenuto anche con un tampone rapido negativo nei centri autorizzati) dovrebbe essere abbandonato per shopping, banche e uffici postali. Ad aprile secondo varie indiscrezioni non ancora ufficiali il green pass base non sarà poi più necessario per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona. L'unica certezza è che il pass, super o base, dovrebbe rimanere fino all'estate nei trasporti quelli a lunga percorrenza. Il green pass è nato come strumento per evitare ulteriori oneri di prevenzione e precauzione, uno strumento di libero movimento, basato su certificati di natura sanitaria, ma è stato nel corso dei mesi piegato in Italia più che altrove come strumento, di matrice politica, per una esplicità premialità per chi si vaccina (ancor di piu da quando per molte situazioni non basta più il tampone negativo).  E' diventato in pratica una scelta politica al posto dell'obbligo vaccinale.

Un ritorno alla normalità non può che andare di pari passo con un superamento del pass nella vita lavorativa e sociale: probabile che sarà mantenuto solo in poche ben definite situazioni e attività al chiuso. D'altra parte, nasce come certificato digitale per facilitare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’Ue durante la pandemia, e non per poter prendere un caffè al banco. Stilare un cronoprogamma, prima della fine dello stato di emergenza, se i contagi continueranno a diminuire, è una richiesta "normale": perché alla normalità si ritorna anche così, con la programmazione, quando possibile.

fonte Today.it

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