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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Green pass, con i numeri dell'epidemia in calo l'addio arriva prima?

La fine dello stato di emergenza non implica lo stop al certificato verde: ma la pressione sul governo per superarlo sarà sempre più forte. Non è da escludere l’ipotesi che a fine marzo ci possa essere una svolta vera, circostanziandone l'utilizzo a un ristretto elenco di luoghi e attività al chiuso

La strada verso la normalità avrà vari snodi cruciali, il più importante dei quali è la fine dello stato di emergenza il prossimo 31 marzo (la proroga non è più un'opzione realistica con i numeri delle ultime settimane). La fine dello stato di emergenza non implica per forza di cose la fine del green pass. Nell'ottica di una massima trasparenza nel percorso decisionale e nella condivisione dei parametri che porteranno al superamento del certificato verde, è logico supporre che a inizio primavera ci sarà un cronoprogramma più chiaro anche sul futuro del certificato.

L'addio al green pass sarà graduale, ma sono sempre di più coloro, anche tra gli esperti, che non ritengono peregrina l'idea di abbandonare la certificazione (per la stragrande maggioranza delle attività all'aperto e anche per alcune al chiuso) proprio alla fine di marzo.

Green pass, chi spinge per l'addio subito

Da un lato c'è la scienza, c'è la medicina. "Il Green pass è stato un stimolo alla vaccinazione, aveva come compito principale proprio questo. Oggi con i dati sulle vaccinazioni che sono molto alti mi pare che abbia abbastanza completato il suo ruolo: gli irriducibili no vax non credo che si vaccineranno nei prossimi mesi". A dirlo di recente è stato Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), commentando le scelte di diversi paesi europei di allentare da subito le misure legate al certificato verde vaccinale. "Per questo credo che il suo compito sia finito e oggettivamente in condizioni di ulteriore riduzione dell'epidemia si potrebbe togliere. Quando? Dopo il 31 marzo in coincidenza con la fine dello stato di emergenza", sottolinea l'esperto.

Dall'altro lato c'è la politica. Il green pass è nato, va sottolineato e rimarcato, come strumento per evitare ulteriori oneri di prevenzione e precauzione, uno strumento di libero movimento, basato su certificati di natura sanitaria, è stato nel corso dei mesi piegato in Italia più che altrove come strumento, di matrice esplicitamente politica, per una esplicità premialità per chi si vaccina (ancor di piu da quando per molte situazioni non basta più il tampone negativo).  E' diventato una scelta politica per spingere alle vaccinazioni al posto dell'obbligo vaccinale tout court.

La polemica è sui tempi: non si discute "se" eliminare il certificato verde, ma "quando" farlo, se già il 31 marzo come chiedono Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che sono espressione secondo i sondaggi del 40 per cento dell'elettorato. Non posizioni marginali dunque. La fine dello stato di emergenza il 31 marzo 2022 è secondo Salvini un ottimo motivo per "abolire il Green Pass", ma in maggioranza è solo. Giorgia Meloni, almeno su quello, è con Salvini: "Finalmente anche nell'esecutivo qualcuno inizia a rendersi conto dei danni prodotti dal Green Pass, ma quando a denunciarlo era Fdi ci accusavano di essere irresponsabili". E, rilancia, l'abolizione va fatta non il 31 marzo, ma "subito". Non accadrà, ma è indicativo dell'aria che tira.

Mario Draghi non ha fretta, dal momento che allo scadere dello stato di emergenza manca ancora un mese e mezzo. Uno dei più possibilisti, il sottosegretario Andrea Costa, prova a ipotizzare non certo la cancellazione ma un qualche "allentamento" dopo il 31 marzo. Un ritorno alla normalità non può che andare di pari passo con un superamento del pass nella vita lavorativa e sociale: probabile che sarà mantenuto solo in poche ben definite situazioni e attività al chiuso. D'altra parte, nasce come certificato digitale per facilitare la libera circolazione sicura dei cittadini nell’Ue durante la pandemia, e non per poter prendere un caffè al banco.

Green pass, dove forse non servirà più a partire da aprile

La fine del pass sarà dunque  per step: l’obbligo di quello rafforzato (da vaccino) previsto attualmente per ristoranti e piscine all’aperto, stadi e sport di squadra come il calcetto, a marzo potrebbe essere modificato, magari sostituendolo con quello base (rilasciato anche con tampone) prima della totale eliminazione del certificato verde. Difficile pensare che in primavera, con contagi ai minimi, sarà richiesto a lungo il Green Pass per qualsiasi tipo di attività o luogo all'aperto, bar e ristoranti compresi. Il pressing per l'allentamento si farà più forte giorno dopo giorno.

A inizio aprile il Green Pass base (quindi quello ottenuto anche con un tampone rapido negativo nei centri autorizzati) dovrebbe essere abbandonato per shopping, banche e uffici postali. La prima restrizione che potrebbe saltare, da aprile, è di fatto l’ultima entrata in vigore: l’obbligo di pass base per accedere sostanzialmente in tutti i negozi tranne quelli di prima necessità, banche, uffici postali, finanziarie e tutti gli uffici pubblici è in vigore dall’1 febbraio; è necessario almeno l’esito negativo di un tampone. Ad aprile secondo varie indiscrezioni non ancora ufficiali il Green Pass base non sarà poi più necessario per i clienti di parrucchieri, barbieri, estetisti e tutti i centri di servizi alla persona. L'unica certezza è che il pass, super o base, dovrebbe rimanere fino all'estate nei trasporti quelli a lunga percorrenza. 

Se l'Italia prende tempo, altri Paesi accelerano: dalla Danimarca al Regno Unito, dalla Svezia alla Francia, la parola d’ordine è cancellare il maggior numero possibile di restrizioni già nel mese di febbraio. E questo in paesi che hanno incidenza di contagi ben superiore all’Italia: è evidente che il governo valuterà se ci saranno le condizioni per allineare velocemente il Paese al contesto Ue sia per ragioni di evidenza sanitaria, ma anche per calcolo politico-economico. Dunque, non è da escludere l’ipotesi che a fine marzo ci possa essere un allentamento vero del Green Pass, circostanziandone l'utilizzo a un ristretto elenco di luoghi al chiuso.

fonte Today.it

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