Giallo a Gratteri, trovato morto in casa: prende corpo ipotesi avvelenamento

All'Istituto di Medicina legale del Policlinico l'autopsia sul cadavere di Giacomo La Cova, il ragazzo di 23 anni trovato morto nella casa di campagna del nonno. Sia lui che la compagna avevano la bava alla bocca. Si teme una tossicosi ma ci sono tanti punti da chiarire

GIacomo La Cova - foto tratta da Facebook

Un vero e proprio rompicapo. Assume i contorni del giallo la macabra scoperta effettuata ieri a Gratteri. Il cadavere di un 23enne originario di Termini Imerese, Giacomo La Cova, è stato trovato in un'abitazione in contrada Sillitta, ovvero la casa di campagna del nonno. In casa anche una donna di 47 anni, Maria Grazia Falliti, con la quale il giovane aveva una relazione sentimentale. La donna è stata trovata riversa sul pavimento.

Sul posto sono intervenuti subito i carabinieri e il personale medico del 118. I sanitari hanno accertato che il giovane era già morto, mentre la donna è stata stabilizzata e trasportata in elisoccorso a Palermo. Si trova nel reparto di Rinamazione del Civico, ricoverata in condizioni gravissime. E oggi pomeriggio all'Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo verrà eseguita l'autopsia sul cadavere di Giacomo La Cova.

Non si conoscono ancora le cause di morte del giovane, ma sia la vittima che la donna sono stati trovati con la bava alla bocca. Si teme una tossicosi, anche se la certezza si avrà solo dopo l'esame autoptico sul ragazzo. Intanto gli inquirenti hanno sequestrato resti di panini e bottiglie trovati in casa, oltre agli indumenti. In un primo momento si era pensato alle esalazioni di monossido di carbonio provenienti da una stufa, che però era spenta. Non escludono comunque altre piste. Giacomo La Cova era il figlio unico dell'unico benzinaio del paese, ed era benzinaio anche lui. Aveva un rapporto speciale coi nonni, che gli davano le chiavi del monolocale di campagna

A fare la macabra scoperta è stato un cugino della vittima, che dopo aver bussato ripetutamente alla porta e non avendo ricevuto risposta, ha deciso di sfondarla. Il giovane e la donna - secondo quanto reso noto dai carabinieri - avevano della schiuma che usciva dalla bocca mentre non sono stati trovati segni di violenza. La procura di Termini Imerese ha aperto un'inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Cefalù. Per tutta la giornata di ieri sono stati ascoltati amici e parenti di La Cova e della donna.

A fare scattare i dubbi era stata la nonna di La Cova che ieri mattina si era insospettita per la presenza delle due auto davanti all'abitazione. Era infatti inusuale che la donna trascorresse la notte a Gratteri con il giovane compagno. Maria Grazia Falliti divideva un appartamento con il marito a Cefalù, con il quale, però viveva da separata in casa. L'uomo è stato ascoltato dai carabinieri e ha rivelato che sabato sera la moglie aveva cenato con lui. A questo punto - secondo il racconto del marito - Giacomo e la donna avrebbero mangiato separatamente, allontanando di fatto l'ipotesi della tossicosi alimentare. Una situazione più ingarbugliata che mai. L'autopsia potrebbe sciogliere alcuni dubbi decisivi.

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