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Giallo a Gratteri, l'autopsia esclude l'ipotesi dell'avvelenamento

Dall'esame effettuato presso l'Istituto di Medicina legale del Policlinico "non è emerso alcun elemento che indichi l'ingestione di veleno o sostanze tossiche". Bisigonerà attendere un paio di settimane per gli esiti dei test tossicologici

Non è stato individuato alcun elemento che indichi l'ingestione di veleno o sostanze tossiche. Resta ancora irrisolto il caso del giallo di Gratteri, dove domenica scorsa è stato trovato morto Giacomo La Cova, un ragazzo di 23 anni originario di Termini Imerese. Il suo cadavere è stato rinvenuto in un'abitazione in contrada Sillitta, nella casa di campagna del nonno. Quello, probabilmente, era il "covo d'amore" nel quale il giovane si incontrava con Maria Grazia Falliti, una donna di 47 anni, trovata anche lei svenuta e riversa sul pavimento.

L'esame autoptico è stato effettuato ieri presso l'Istituto di Medicina legale del Policlinico, ma per avere avere una valutazione definitiva sull'accaduto bisognerà attendere un paio di settimane, quelle necessarie per gli esiti dei test tossicologici. "Non è emerso alcun elemento che indichi l'ingestione di veleno o sostanze tossiche", spiegano i carabinieri.

Le forze dell'ordine proseguiranno con le indagini per passare al vaglio le altre ipotesi, tra le quali quella di un'intossicazione da monossido di carbonio e quella per asfissia. Entrambi le vittime sono state trovate con la bava alla bocca. Gli inquirenti, per questo, hanno posto sotto sequestro i resti di panini e le bottiglie trovate in casa, oltre agli indumenti. A fare la macabra scoperta è stato un cugino della vittima, che dopo aver bussato ripetutamente alla porta e non avendo ricevuto risposta, ha deciso di sfondarla.

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