Cronaca

Grande Migliore, arriva un'offerta fuori bando: ci riprovano i Bellavia

La Gieco si occuperebbe della ristrutturazione dei locali, per un totale di 200 mila euro, attualmente a carico del Ministero. L'obiettivo è quello di acquisire il ramo aziendale con tanto di licenze e marchi. Previsto il reinserimento di 61 lavoratori

La protesta dei lavoratori di Grande Migliore

Un piano in extremis per salvare Grande Migliore. La Gieco, che fa capo alla famiglia Bellavia, ha presentato un'offerta fuori dal bando per l'acquisizione del ramo d'azienda, con marchio, licenza e lavoratori. La proposta avanzata sarà vagliata questo pomeriggio dal comitato di sorveglianza, che ha dovuto fare i conti con l'assenza di manifestazioni di interesse entro la scadenza prevista per l'avviso. La Gieco ha inoltre comunicato - secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia - che si farebbe carico dei lavori di ristrutturazione pari a circa 200 mila euro.

Nell'offerta migliorativa presentata, però, i Bellavia hanno chiesto chiarezza al Ministero per lo Sviluppo Economico relativamente alle licenze commerciali, ossia quella sugli 11 mete quadrati al momento scaduta e quella sul piano terra, attualmente sospesa fino al termine dei lavori di ristrutturazione. Se il comitato di sorveglianza dovesse valutare positivamente l'offerta si potrebbe evitare la pubblicazione di un avviso, il quarto, che avrebbe una scadenza di appena pochi giorni. Nel caso in cui la risposta fosse negativa, si aprirebbe la strada per la liquidazione della società e la mobilita per i lavoratori.

Ma i Bellavia restano fiduciosi, certi del sostegno con i sindacati con i quali hanno stretto alcuni accordi che prevedono il reinserimento di 61 lavoratori e l'inserimento di altre cento unità una volta che il centro sarà rientrato in carreggiata. Esprime soddisfazione il presidente della Camera di Commercio: "I Bellavia stanno dimostrando grande coraggio - ha dichiarato Roberto Helg -. L'obiettivo è quello di riaprire Grande Migliore e difendere i 160 posti di lavori". Anche i sindacati pressano per la risoluzioni della questione nei tempi più brevi, puntando "sull'unica impresa con un reale interesse".

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