Carceri, il nuovo capo del Dap è Dino Petralia: toga antimafia per anni a Palermo

Bernardo "Dino" Petralia ha 67 anni e sulle spalle una lunga esperienza. Ha lavorato per anni nel capoluogo siciliano, conducendo importanti indagini antimafia. Il sindaco Orlando: "Petralia e il suo vice Roberto Tartaglia potranno e sapranno portare avanti il loro compito con la grande professionalità"

Dino Petralia - foto Ansa

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha chiesto al Csm il collocamento fuori ruolo del Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria, Bernardo Petralia, e la sua destinazione a Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, dopo la formalizzazione delle dimissioni di Francesco Basentini. Petralia ha lavorato per anni a Palermo conducendo importanti indagini antimafia e il figlio Paolo è da pochi mesi l'assessore allo Sport del Comune.

"In attesa della risposta del Csm posso solo dire che Petralia è un magistrato che ha speso la sua vita per la giustizia e la lotta alla mafia", ha detto Bonafede, interpellato dall'Ansa, sulla scelta del successore di Francesco Basentini al vertice del Dap. "Approfitto per fare gli auguri di buon lavoro a Roberto Tartaglia, visto che oggi ha preso possesso della nuova carica (vice capo del Dap ndr)". 

Bernardo "Dino" Petralia ha 67 anni e sulle spalle una lunga esperienza. In magistratura dal 1980, è stato al fianco di Gian Giacomo Ciaccio Montalto, magistrato ucciso dalla mafia nel 1983, alla procura di Trapani. È stato giudice a Marsala, dove ha celebrato i primi processi per mafia col nuovo rito e nel 1996 diventa uno dei più giovani procuratori, a Sciacca, nell'Agrigentino, dove si è fermato per circa un decennio. Nel 2006 è diventato consigliere del Csm dove fa parte delle commissione prima, quinta e settima. Nel 2010 l'occasione di rientrare a Marsala ricoprendo il ruolo di semplice sostituto procuratore. Tre anni dopo a Palermo come procuratore aggiunto, dove, tra l'altro, è diventato coordinatore del pool sui reati contro la pubblica amministrazione e guida il gruppo di lavoro che si occupa di ricalcolare il cosiddetto "cumulo" per boss di Cosa nostra di primo piano come, tra gli altri, Bernardo Provenzano. Nel 2017 è diventato procuratore generale a Reggio Calabria dove si occupa di 'ndrangheta e continua la sua opera nell'applicazione delle nuove norma sul sequestro dei beni. Nella sua carriera, Dino Petralia ha anche fatto anche da "docente" per la Polizia Penitenziaria alla Scuola di formazione e aggiornamento di San Pietro Clarenza e ha fatto parte del Gruppo di lavoro sul riordino delle spese di intercettazione del ministero della Giustizia.

L'indicazione di Petralia arriva dopo le aspre polemiche delle ultime settimane circa la scarcerazione di alcuni boss, per motivi di salute e anche per l'emergenza Covid-19.

"Conosco da anni Dino Petralia, la sua serietà e competenza. Se Il Csm ne confermasse la nomina a capo Dap proposta dal ministro Bonafede sarebbe un'ottima notizia. Lui e il vice Tartaglia sapranno affrontare con rigore e nel rispetto dei diritti il delicato tema delle carceri". Commenta Pietro Grasso, ex magistrato e oggi senatore di Leu".

"A Dino Petralia, appena nominato direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, vanno i miei personali auguri di buon lavoro - dice il sindaco Leoluca Orlando - Un lavoro difficile che richiede grandi capacità giuridiche, gestionali ed umane nel coniugare l'applicazione della legge con l'espiazione della pena e queste con i diritti di chi lavora e opera all'interno delle carceri e con i diritti dei detenuti. Un lavoro difficile, lo ripeto, ma che credo Dino Petralia e il suo vice Roberto Tartaglia, potranno e sapranno portare avanti con la grande professionalità e competenza che ne ha caratterizzato l'operato a Palermo".

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