Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

"Incontri con pregiudicati e telefonate ai pusher", revocata libertà vigilata a Riina jr

Lo ha stabilito il tribunale di sorveglianza di Padova, dove il figlio del padrino vive e lavora. Negli ultimi mesi avrebbe avuto contatti con spacciatori di droga, noti alle forze dell'ordine, violando i limiti a lui imposti

Giuseppe Salvatore Riina

Il tribunale di sorveglianza di Padova ha deciso la revoca della libertà vigilata per Giuseppe Salvatore Riina, figlio terzogenito del boss di Cosa nostra Totò Riina, recentemente scomparso. Contestualmente il giudice Linda Arata ha imposto un anno di colonia di lavoro. Accolte in parte le richieste della Procura di Padova, che aveva sollecitato una misura di tre anni dopo l'inchiesta avviata dalla Dda che aveva portato alla luce i contatti che Riina jr avrebbe avuto negli ultimi mesi con alcuni spacciatori di droga, già noti alle forze dell'ordine, violando di fatto i limiti della libertà vigilata.

Condannato per associazione mafiosa a 8 anni e 10 mesi, sei anni fa Riina jr si è trasferito a Padova, dove lavora in una comunità che aiuta le persone in difficoltà in regime di sorveglianza speciale. Da qui i limiti ben precisi: non può frequentare pregiudicati, non può uscire e vedere nessuno di notte (dalle 10 di sera alle 7 del mattino) e non può varcare i confini della città di Padova. (Gli è stato concesso un permesso per partecipare al funerale del padre a Corleone ndr). La squadra mobile di Venezia lo ha tenuto sotto controllo, seguendone gli spostamenti dal settembre del 2016 al giugno scorso. Nel dossier a suo carico, ben 279 telefonate agli spacciatori, incontri ravvicinati con pusher tunisini, riunioni per festini a base di droga.

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