Ha lavorato al Palazzo di Giustizia per 31 anni: Pignatone ora va in pensione

Arrivò nel 1977 come sostituto procuratore alla Procura della Repubblica. Incriminò Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo poi condannato per mafia, e nel 2003 mise sotto indagine Totò Cuffaro

Dal 9 maggio prossimo Giovanni Pignatone andrà in pensione. La delibera per il collocamento a riposo per raggiunto limite di età di Pignatone è stata approvata questa mattina dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura.

Si ritira dunque Pignatone, classe 1949, che a Palermo ha lavorato al Palazzo di giustizia per oltre 30 anni. Arrivò nel capoluogo siciliano nel 1977, come sostituto procuratore alla Procura della Repubblica. Nel 1991 Giovanni Falcone nei suoi diari scrisse di forti contrasti con lui, che lo costrinsero ad andare via da Palermo. Pignatone ha collaborato con Giancarlo Caselli nei primi anni della sua Procura (1993-1996) contribuendo con Francesco Lo Voi e Alfonso Sabella a catturare diversi latitanti di mafia.

Ha collaborato poi a lungo con Piero Grasso e con lui fu nominato nel 2000 Procuratore aggiunto. A Palermo ha portato a termine numerose indagini contro Cosa Nostra facendo condannare vari capi e gregari della criminalità organizzata siciliana. Incriminò Vito Ciancimino ex sindaco di Palermo poi condannato per mafia e nel 2003 mise sotto indagine Totò Cuffaro, allora Presidente della Regione Siciliana, poi condannato definitivamente a 7 anni per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.

Dal 2012 è procuratore della Repubblica del tribunale di Roma. Il consigliere di AreaDG Giuseppe Cascini, già sostituto procuratore a Roma, ha ricordato in assemblea il percorso professionale di Pignatone: “In passato la Procura di Roma ha avuto fama di ufficio giudiziario opaco, colluso con il potere. Ne abbiamo passate tante. Nel 2012, però, è arrivato il Procuratore Pignatone e ha cambiato la storia di quell’Ufficio. La credibilità della Procura di Roma è stata ampiamente recuperata grazie al suo lavoro. E’ uno dei magistrati più seri e preparati con cui abbia mai lavorato”.

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Anche il Pg della Cassazione Riccardo Fuzio ne ha tratteggiato l’esemplare percorso professionale ai vertici delle procure di Palermo, Reggio e Roma, dove ha condotto indagini “con rigore e massimo rispetto delle regole. In ogni Ufficio ha fatto prevalere un’impostazione coerente con i suoi criteri, anteponendo sempre l’immagine dell’Ufficio al protagonismo dei singoli”.

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