Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

I 70 anni di Giuni Russo, quella targa annunciata dal Comune un regalo mai arrivato

L'artista, originaria del Borgo Vecchio, è stata stroncata nel 2004 da un tumore. A luglio la Commissione Toponomastica, dopo una petizione lanciata da PalermoToday, ha deciso finalmente di intitolarle il Palchetto della musica di piazza Castelnuovo. Ma dopo l'impegno nessuna notizia

La copertina dell'album "Energie" di Giuni Russo

Sembrava tutto pronto per omaggiare finalmente e in maniera degna una palermitana illustre come Giuni Russo, voce strabiliante per estensione ed intensità, unica e mai eguagliata nel panorama musicale (non solo) italiano. Sembrava che per i suoi 70 anni, che l'artista - stroncata nel 2004 da un tumore - avrebbe compiuto ufficialmente oggi (in realtà era nata il 7 settembre del 1951, ma fu registrata con ritardo, come spesso accadeva in quegli anni), il Comune sarebbe riuscito a tenere fede agli impegni e ad intitolarle l'area vicino al Palchetto della musica di piazza Castelnuovo, come deliberato ormai ben due mesi fa dalla Commissione Toponomastica, dopo la petizione lanciata da PalermoToday a dicembre dell'anno scorso. E invece no: a 17 anni dalla morte di Giuni Russo, Palermo, la sua città, non ha ancora un angolo che porta il suo nome e che la ricordi, non è riuscita a farle neppure questo regalo di compleanno.

Questo giornale l'anno scorso aveva deciso di rilanciare con una raccolta di firme l'idea portata avanti da anni dall'associazione GiuniRussoArte, presieduta da Maria Antonietta Sisini, produttrice e compagna di vita dell'artista, nonché sua erede universale. Ovvero dedicare alla cantante il Palchetto sul quale, appena tredicenne, si esibì per la prima volta negli anni Sessanta. Un'iniziativa che, nonostante le sollecitazioni a Comune e Regione, era rimasta lettera morta per moltissimo tempo, mentre Giuni Russo era stata invece omaggiata ad Alghero, per esempio, città a cui con Maria Antonietta Sisini aveva dedicato uno dei suoi successi nel 1986, e in altre parti d'Italia, compresa Catania.

Peggio: una decina di anni fa, l'Amministrazione si ricordò finalmente di Giuni Russo e decise però di intitolarle uno slargo di Mondello, davanti a un depuratore dell'Amap, suscitando tanta indignazione, al punto che la targa venne poi tolta e lo spazio dedicato alla scienziata Margherita Hack. Altri anni di silenzio, finché, grazie anche alle quasi duemila persone che hanno firmato la petizione, è inziata una nuova interlocuzione col Comune.

E' molto triste ammetterlo, ma un impulso più incisivo per far tornare la memoria a Palazzo delle Aquile è arrivato solo a maggio scorso, dopo la morte di Franco Battiato, figura legatissima a quella di Giuni Russo: fu anche grazie a lui, infatti, che la cantante poté incidere la musica che davvero sentiva, raffinata, complessa, frutto dalla fusione di tanti generi, dal blues all'elettronica, dalla lirica al jazz, mentre le grandi case discografiche avrebbero preferito la Giuni più "commerciale", quella di "Un'estate al mare" o di "Limonata Cha cha cha" e non esitarono ad osteggiarla.

Dopo la scomparsa del Maestro, anche l'assessore regionale ai Beni culturali, Alberto Samonà, aveva sollecitato il Comune perché intitolasse il Palchetto della musica a Giuni Russo. Di più: la Regione si era detta disponibile a pagare la targa. Un aspetto, quello economico, sul quale non si è tirata indietro neppure l'associazione che cura il patrimonio artistico e la memoria dell'artista. Nonostante questo, però, per i suoi 70 anni, la targa che ricorda Giuni Russo in piazza Castelnuovo non c'è.

L'ultimo contatto con l'assessore comunale alle Culture, Mario Zito - peraltro molto favorevole all'iniziativa - risale al mese di luglio, quando aveva spiegato a PalermoToday che sarebbe stato necessario comunque fare un piccolo progetto per stabilire quale forma dare alla targa, cosa scriverci e dove collocarla con precisione. Da allora non si sono avute più notizie. Con la delibera approvata dalla Commissione Toponomastica, presieduta da Francesco Bertolino, si era deciso di ricordare "il genio artistico" di Giuni Russo sistemando "una targa di marmo in sua memoria nell'aiuola accanto al Palchetto della musica di piazza Castelnuovo" perché "in questo luogo ha mosso i primi passi artistici". Contestualmente si era deciso anche di dedicare a Giuni Russo e Franco Battiato il padiglione dei Cantieri culturali alla Zisa noto come "Tre Navate".

Giuni Russo, all'anagrafe Giuseppa Romeo, è nata e cresciuta al Borgo Vecchio, penultima di dieci figli di un pescatore, e nella sua voce, in tanti suoi testi, Palermo, i suoi colori e il suo calore, il suo essere terra dove da secoli s'incontrano e s'intrecciano culture e ritmi diversissimi tra loro, ci sono tutti. L'album "Energie" del 1981 è un punto di riferimento per la musica italiana e oggi, a 40 anni di distanza, i brani che contiene suonano ancora freschi e innovativi. I suoi esperimenti musicali, i suoi virtuosismi, sono inarrivabili. Giuni Russo ha dato tanto a Palermo, chissà se la città riuscirà a breve a ricambiarla.

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