Martedì, 15 Giugno 2021
"Giù le mani dalla Siria"
Cronaca

“Giù le mani dalla Siria”: Piazza Verdi, presidio nel pomeriggio

Il sit-in avrà inizio alle ore 17.30 ed è stato organizzato dal Csp - Partito Comunista contro l'aggressione alla Siria. Il comitato politico risponde all'appello internazionale dei partiti Comunisti e Operai, dando inizio alla mobilitazione a sostegno della resistenza del popolo siriano

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Oggi pomeriggio in piazza Verdi alle ore 17.30, si terrà un presidio organizzato dal Csp - Partito Comunista contro l'aggressione imperialista alla Siria. Sotto la parola d'ordine del Coordinamento Antimperialista di Palermo “Giù le mani dalla Siria - No all'Imperialismo!”, diverse realtà politiche, sindacali e sociali manifesteranno contro la guerra in Siria.

Il Comitato Regionale di Csp-Partito Comunista risponde all'appello internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, dando inizio alla mobilitazione a sostegno della resistenza del popolo siriano, del governo Assad e dei comunisti siriani e alla costruzione di un movimento popolare dal basso di opposizione alla guerra imperialista. Dopo Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Libia, la macchina da guerra dell’imperialismo USA e europeo sta preparando l’assalto contro la Siria e il suo popolo. I pretesti di questa ennesima aggressione sono sempre gli stessi e si basano sulle menzogne propagandate dai mezzi di dis-informazione di massa: ieri in Iraq erano le mai esistite armi di distruzione di massa in possesso a Saddam, oggi sarebbero le armi chimiche in possesso del governo Assad e utilizzate contro i civili. Da due anni in Siria è in corso un conflitto generato dall’ingerenza dell’imperialismo USA, UE (GB e Francia in testa), Israele (i sionisti che massacrano il popolo palestinese), Turchia (del fascista Erdogan), Qatar e Arabia Saudita (reazionarie petro-monarchie) che sostengono militarmente e finanziariamente un fronte d’opposizione (chiamato Esercito Libero Siriano) composto da milizie mercenarie e fondamentaliste del fascismo religioso islamico, addestrate e supportate in loco dai servizi segreti e reparti speciali di USA, Israele e dei loro alleati, allo scopo di rovesciare il governo di Assad e distruggere la Siria, al fine di appropriarsi del paese, delle sue risorse energetiche e della sua posizione strategica  per il controllo e trasporto delle materie prime, nel quadro del conflitto inter-imperialista per il controllo delle quote di mercato e zone d’influenza politica, economica e militare con le potenze capitaliste emergenti (genericamente individuate nella sigla BRICS).

Questi sono gli interessi economici e geo-politici che provocano le guerre imperialiste, che sono conseguenza di una  crisi capitalistica gravissima che acutizza le contraddizioni e le difficoltà nel seno dell’imperialismo, e non certo la cura dei “diritti umani” e la “pace e democrazia” come propagandano i guerrafondai.

I protagonisti dell’aggressione militare pianificata contro la Siria (rimasto l’ultimo paese laico e coerentemente antisionista della regione), sono gli stessi che impongono le politiche anti-popolari, creano povertà, precarietà, disoccupazione nei nostri paesi e ingenerano i flussi migratori. Nel mentre si implementano queste politiche anti-popolari, con i tagli alla salute, all’istruzione, ai servizi sociali, alla ricerca e si cancellano i diritti dei lavoratori, di contro le spese militari e la corsa agli armamenti non conoscono “tagli e crisi” con una spesa militare pro-capite di circa 493 euro, mentre ad esempio la spesa pro-capite farmaceutica italiana è di 198 euro. Lo Stato italiano è al servizio dei monopoli d’armi e sottomesso alle strategie e piani guerrafondai della NATO e degli USA. Il governo Letta al di là delle dichiarazioni ufficiali che pongono al momento l’Italia nel campo dei non-interventisti (così come altri paesi europei), è ugualmente complice nella strategia imperialista e nel sostegno a questa nuova guerra d’aggressione. I governi italiani hanno sempre condiviso e partecipato alla politica di depredazione e saccheggio effettuata dall’imperialismo in tutto il mondo, dall’Iraq, all’Afghanistan fino alla Libia, nella misura degli interessi delle oligarchie.

I lavoratori e i popoli non hanno nulla da guadagnare da queste guerre, gli unici vincitori sono gli imperialisti, le multinazionali, i grandi interessi dei padroni e banchieri, per questo è nostro dovere opporci alla guerra contro la Siria, al coinvolgimento del nostro paese e di ogni altro paese in questa guerra e alla presenza delle basi USA nel nostro territorio, da Sigonella a quella di Niscemi che saranno in prima linea coinvolte nelle operazioni di guerra degli USA e alleati. E’ nostro dovere sostenere l’eroica resistenza anti-imperialista del popolo siriano, del governo Assad e dei comunisti siriani, per la sovranità e l’autodeterminazione, augurandoci che possano infliggere una dura sconfitta politica e militare al nemico imperialista statunitense e europeo. Facciamo nostro il grido dei fratelli comunisti siriani: “La Siria non si inginocchierà”.

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