Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Braccialetto elettronico per l'ex marito di Valeria Marini: "Mi ha distrutto la vita"

Per l'imprenditore palermitano - salito agli onori delle cronache per aver sposato la showgirl ("Per me lui non esiste più", si è sfogata) - si spalancano i domiciliari: uscirà da San Vittore dopo 7 mesi e verrà trasferito nella sua città

A distanza di sette mesi dalla carcerazione il gip di Bergamo ha disposto gli arresti domiciliari per Giovanni Cottone, ex marito di Valeria Marini ed ex procacciatore d’affari della Maxwork, agenzia per il lavoro fallita nel 2015. I domiciliari - come si legge sul Corriere di Bergamo - vanno però accompagnati con un’ulteriore misura di sicurezza: il braccialetto elettronico, che deve essere messo ancora a disposizione dalla polizia penitenziaria di San Vittore, dove l’imprenditore è tuttora detenuto. Cottone in seguito potrà essere trasferito dal carcere in un’abitazione di Palermo. Il pm oggi depositerà un ricorso al tribunale del riesame per mantenere il carcere.

Cottone avrebbe svuotato sistematicamente le casse aziendali per sfuggire al Fisco italiano. Quindi, per aumentare il guadagno, avrebbe truffato l’Inps per oltre tre milioni e mezzo di euro. Una società, la Maxwork, spolpata fino all'osso. Lo scopo - secondo l'accusa - era il lusso, lo sfarzo, o il lancio di altre imprese, come la costruzione di villaggi turistici in Sardegna. La Maxwork spa fu depredata dal suo fondatore e da altri dirigenti che, con i soldi della società, volevano garantirsi un alto tenore di vita. Arredi, gioielli e vestiti firmati, ma anche auto di lusso, sempre a carico della società che dava da mangiare a oltre tremila persone. Una ruberia continua e voluta dalle casse di un’azienda che aveva i numeri per restare sana, almeno fino a un certo punto. Le indagini, condotte dalla guardia di finanza, hanno accertato che Cottone, inseme ad altri indagati avrebbe accumulato debiti mai pagati con l’Erario per oltre cinquantasei milioni di euro tra imposte e contributi non versati. 

Cottone, nato a Palermo, era già salito agli onori della cronaca nel 2013 per aver sposato Valeria Marini. Il matrimonio fu poi annullato nel giro di pochi mesi perché la Marini scoprì che l’imprenditore era già sposato in chiesa. L'imprenditore palermitano, uno dei primi italiani a scommettere sul commercio di elettrodomestrici, era stato anche socio di Paolo Berlusconi nella società “Solari”, che si occupava di vendita di decoder. 

E proprio negli scorsi giorni Valeria Marini ha parlato di Giovanni Cottone ne "L’intervista" di Maurizio Costanzo. "Il giorno prima del matrimonio volevo annullare tutto, perché ho capito che non c'era sincerità - ha confidato -. Per me lui non esiste più. Io non porto rancore, perdono, dimentico… Mi ha distrutto la vita per 3 anni. Sbagliai anche a non dar retta a mia madre su quello perché lei l’aveva capito subito. Non mi ha rivolto la parola per un anno, perché aveva capito che io stavo cadendo in una trappola, me l’aveva detto".

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