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Servono 24 mila confezioni di medicine, Federfarma: "Aderite alla Giornata di raccolta"

I volontari saranno presenti nelle farmacie aderenti per indirizzare i benefattori verso i prodotti per i quali non serve la prescrizione medica che sono effettivamente necessari alla collettività. L'sos del presidente Tobia: "Sempre più persone non hanno i soldi per curarsi”

Servono 24 mila confezioni di farmaci per per affrontare le emergenze del periodo. Per questo Federfarmaci lancia un sos ai cittadini affinchè partecipino in massa alle giornate di raccolta 2020 che si terranno sabato 8 febbraio e lunedì 10 febbraio. L'anno scorso nelle 76 farmacie di Palermo e provincia aderenti all’iniziativa benefica organizzata annualmente dalla Fondazione banco farmaceutico, i cittadini hanno donato 7 mila confezioni di farmaci senza obbligo di prescrizione medica che, pur essendo costosi e necessari a curare patologie legate alla stagionalità, non sono dispensati dal Servizio sanitario nazionale. 

Ma il sia pure lodevole sforzo non è stato sufficiente: il fabbisogno per curare le decine di migliaia di persone che non hanno soldi neppure per pagare il ticket, espresso dalle 24 associazioni di assistenza che se ne fanno carico, era di ben 21 mila confezioni, cioè il triplo. E quest’anno le richieste delle associazioni che si sono rivolte al Banco farmaceutico sono aumentate ulteriormente.

I volontari delle associazioni, organizzati dal Banco farmaceutico, saranno presenti nelle farmacie per indirizzare i benefattori verso i prodotti per i quali non serve la prescrizione medica che sono effettivamente necessari alla collettività. Ma diverse farmacie autonomamente anticiperanno l’inizio della raccolta sin da lunedì 4 febbraio proprio per dare una più efficace risposta a quella che è ormai diventata una vera e propria emergenza.

“I titolari delle farmacie di Palermo e provincia – spiega Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo - che già si impegnano con un contributo economico e con donazioni di prodotti a sostenere direttamente il Banco farmaceutico, ogni giorno accolgono sempre più pazienti indigenti. Nessun farmacista si rifiuta di dare un contributo personale alla risoluzione di tanti problemi, ma questi gesti, seppur apprezzabili, sono purtroppo una goccia in un mare di bisogno. Spesso tanti ammalati che appartengono a famiglie fino a ieri normali, ma oggi precipitate in povertà, si vergognano a chiedere e restano fuori dai circuiti assistenziali rischiando di aggravarsi. Solo una gigantesca gara di solidarietà potrà raggiungere tutti regalando un aiuto concreto ai meno fortunati”.

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