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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Il questore incontra gli allievi del Convitto Nazionale, per loro interpreta un brano di Sciascia

Nell'ambito delle iniziative per la Giornata mondiale del libro

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Lo scorso 23 aprile si è celebrata la giornata mondiale del libro. Nel capoluogo siciliano, grazie alla promozione e sensibilizzazione di vari enti, le celebrazioni sono state l’occasione per ricordare come le antiche vie del Cassaro e Corso Vittorio Emanuele in particolare, siano luoghi cittadini tradizionalmente vicini alla cultura ed alla lettura. Un legame sancito, ancora oggi, dall’ubicazione di storiche istituzioni scolastiche cittadine ma che parte da lontano, addirittura dal XVI secolo, da quando il “Cassaro” fu sede di buona parte degli stampatori palermitani, la cui perizia artigiana è sopravvisuta ed è rintracciabile nella passione degli odierni librai.

Al riguardo è significativo che la questura di Palermo sia ubicata nella vicina Piazza Vittoria, quasi a voler ricordare che non c’è cultura senza legalità e viceversa. Non casulamente, il questore di Palermo, Nicolò Guido Longo, all’ingresso della questura, sulle note dell’inno nazionale, è stato il terminale di una particolare staffetta che ha visto impegnati, quali novelli tedofori, gli allievi del Convitto Nazionale di Stato “Giovanni Falcone”. 

Gli studenti, dopo esserseli scambiati di mano in mano, hanno consegnato al questore due preziosi testimoni, una copia dell’ “Orlando Furioso” e una riproduzione della pagella di quinta elementare di Giovanni Falcone. Presente anche Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso dalla mafia. Nel chiostro seicentesco di piazza Vittoria, sede della polizia di Stato palermitana, il questore ha fatto gli onori di casa, incontrando una delegazione di studenti e ha letto e interpretato per loro un significativo racconto di Leonardo Sciascia, intitolato “Il lungo viaggio” . Si tratta di una lettura citata dalla raccolta “Il mare colore del vino”, spaccato di vita straordinariamente attuale di alcuni poveri contadini siciliani, sulle cui miserie ed aspirazioni non esitano a lucrare mercanti senza scrupoli. Il questore prendendo spunto dal brano, ha posto l’accento sul dramma dell’immigrazione e sui temi dell’integrazione razziale. Longo ha chiuso l’incontro compiacendosi della costruttiva partecipazione all’iniziativa dei giovanissimi e di alcune loro acute considerazioni, divenute spunto per ulteriori riflessioni. La giornata si è conclusa sulle note musicali di alcuni brani Jazz eseguiti dai docenti di musica e strumenti dello stesso Convitto Nazionale. 

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