Giornata del ricordo tra laboratori creativi ed espressivi, documentari e esibizioni musicali

Questa mattina, al plesso Vanni Pucci dell’ICS Renato Guttuso, la memoria delle Foibe getta le basi per un futuro "di pace e di amore"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Celebrata, ieri mattina, al plesso Vanni Pucci dell'Istituto "Renato Guttuso" di Carini, come, d'altronde, in tutto l'istituto, la "Giornata della Memoria", istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004. A partecipare ai lavori della commemorazione gli alunni e i docenti delle classi 5 A, 5 C, 5 F, 4 A e 4 D i quali sono stati dapprima impegnati nella lettura della legge che ha riconosciuto il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo", con l'obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

È stato, dunque, visionato un documentario realizzato da uno studente friulano Bernard Dika e illustrato lo stato attuale dei conflitti bellici nel mondo. Per il prof. Antonio Fundarò che ha voluto fortemente l'iniziativa, su indicazione del dirigente scolastico prof. Valeria La Paglia, "per decenni si son voluti chiudere gli occhi innanzi ad un'atrocità indescrivibile che ha avuto epicentro proprio nel nord-est italiano. Le Foibe rappresentano un ennesimo attentato all'umanità e come tale non possiamo dimenticare, non dobbiamo dimenticare, non dobbiamo permettere che i nostri giovani ricadano nella trappola mortale dell'odio, del nazionalismo, della guerra a tutti i costi".

Ieri mattina gli alunni, ci sono fatti accompagnare da versi sciolti di poeti autorevoli come Ermanno Eandi e di bambini poeta, dalle canzoni impegnative del repertorio italiano, da alcuni laboratori creativi ed espressivi in grado di permettere agli alunni, di ogni ordine e grado, di rielaborare la storia, di dipanare quel velo, volontariamente posto, per nascondere i misfatti dell'uomo. "C'è attesa e trepidazione per conoscere quanto noi nuove generazioni saremo in grado di fare a partire da una umanità distrutta dalle disuguaglianze, dai compromessi, dagli odi, dalle guerre, dall'uso indiscriminato delle risorse del nostro pianeta, dall'incapacità di fare della Pace e della Libertà il vero strumento per guidare le sorti del mondo" ha commentato un'alunna Sara Palmisano, alunna della classe 5 C. "Per intanto, anche con l'impegno di ieri mattina, il ricordo ci permette di non sbagliare, di non commettere nuovamente lo stesso errore, di non soccombere sotto il peso del passato e delle atrocità di quel passato" ha concluso Giuseppe Tedesco, alunno della classe 5A. Disegni, pitture con acquerello, spot e slogan, hanno impreziosita la giornata e gettate le basi per "un futuro di pace e d'amore".

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