I periodici della biblioteca Regionale, la replica del direttore

In risposta alla protesta dei sindacati sulla temporanea chiusura del magazzino periodici

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Con riferimento all’articolo apparso su PalermoToday, si ritengono necessarie alcune precisazioni. Con considerevoli sforzi, dopo l’incendio del 2015 questa Biblioteca, grazie all’impegno dell’Assessorato dei beni culturali ha riaperto, seppure in parte, al pubblico, con molte difficoltà per mettere in sicurezza l’Istituto. Per quanto riguarda il magazzino periodici, si è in fase di realizzazione. Il progetto è stato completato, ed è attualmente in attesa del parere della Soprintendenza che ha già provveduto a fare il sopralluogo e quindi si procederà al bando di gara e all’avvio dei lavori. I giornali effettivamente richiesti, continuamente consultati, oggi sono il Giornale di Sicilia e L’Ora. Il Giornale di Sicilia a partire dal mese prossimo sarà integralmente digitalizzato (dal 1848 a oggi) con un progetto finanziato voluto dall’Assessorato beni culturali, per oltre un milione di euro.

L’Ora è stato digitalizzato dall’Ars ed è già stato richiesto un accesso remoto. Per quanto riguarda i rimanenti periodici, le richieste sono minime, e in questa fase transitoria, ormai giunta quasi alla fine, ci si può rivolgere alle altre biblioteche italiane consultando le specifiche banche date di periodici, come a esempio Acnp. Riguardo poi il problema delle manifestazioni, bisogna accettare che la biblioteca è cambiata in maniera profonda. Dai 600 e più accessi al giorno della fine degli anni ’90 siamo scesi a 80-100 al giorno con una richiesta media di 30-35 libri al giorno, per un’apertura di 10 ore al giorno.

In questa prospettiva, gli 80-100 utenti al giorno sono per il 90% utenti che consultano libri propri, non della biblioteca. Questo Istituto riteniamo si debba porre come un Hub culturale, aprendosi ai diversi tipi di attività culturali, intese nel senso più ampio del termine. Queste manifestazioni si svolgono in genere una volta alla settima in Sala consultazione, occupata da tre o quattro utenti, mentre la Sala generale, capiente per 200 posti a sede, è quasi vuota. Non si crea quindi agli utenti nessun tipo di disagio per poche ore al pomeriggio, ma al contrario questa rappresenta un'apertura della biblioteca alla città dimostrando di essere viva e vivace e in grado di cambiare. Continuare a considerare la biblioteca come un istituto statico e passivo come dieci anni fa è anacronistico e vuol dire non comprendere quello che è successo negli ultimi anni con internet e la creazione delle banche dati digitali dove oggi è possibile consultare una enorme quantità di opere.

Oggi nessuno consulta più il cartaceo della Treccani o di molte altre opere, preferendo l’edizione digitale, così come i giornali si leggono al mattino in digitale. Questa Biblioteca oggi è l’archivio della memoria e come tale sta cambiando per adeguarsi ai tempi diversi e nel contempo deve diventare un HUB culturale, in senso ampio. Ma proprio perché archivio della memoria spetta a questa biblioteca conservare la documentazione cartacea dei testi digitalizzati, e per questo motivo a breve, con l’avvio dei lavori sul magazzino periodici, sarà ricostituita l’integrità di questa biblioteca.

Carlo Pastena, direttore della Biblioteca centrale della regione siciliana

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