Dalle rotative ai nastri delle casse: un Penny market al posto del Giornale di Sicilia?

A lanciare il dubbio, misto a un grido d'allarme, sono i poligrafici del quotidiano per i quali diventa ogni giorno più concreto l'incubo del licenziamento. Nessuna ufficialità, ma sembra che al posto dell'inchiostro del giornale ci sarà quello degli scontrini

Fotomontaggio comparsonel gruppo Fb dei poligrafici

L'inchiostro forse ci sarà ancora in quel palazzone di via Lincoln, ma con una differenza non da poco: non sarà quello delle colonne di un antico quotidiano ma quello degli scontrini emessi dalla cassa di un supermercato. Sempre più insistentemente gira infatti in città la voce che dove adesso c'è la sede del Giornale di Sicilia sorgerà un Penny Market. Solo rumors? Forse. Non ci sono al momento nè smentite nè conferme. L'azienda sta pensando alla creazione di un polo unico dell'editoria a Messina, lasciando Palermo. Un "passaggio" che segna pesantemente il futuro dei poligrafici della storica testata (31 gli esuberi annunciati) e sono proprio loro a rilanciare l'ipotesi disocunt. 

Nel gruppo Facebook dei lavoratori "La crisi di carta" è comparso un curioso fotomontaggio: la sede del giornale con l'insegna rossa e gialla del discount. E allegata alla foto un post: "Come va? Noi bene. Aspettiamo fiduciosi che il buon Dio, qualche sindacato, Batman, ci dicano qualcosa su quello che ci aspetta. Ma tutto tace, segno che tutto va bene. Per voi palermitani non temete, nuove iniziative si profilano per il futuro del giornale della vostra città. Dalla Capitale della Cultura alla Capitale delle Colture, reparto ortofrutta, prendi 2 e paghi uno. So long baby...".

"I lavoratori del Giornale di Sicilia - intanto dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso che però non accenna al supermercato - si sentono abbandonati dalle istituzioni politiche. Da tempo chiediamo un incontro per affrontare la tragedia immane che sta per rovesciarsi sul quotidiano, fondamentale punto di riferimento dell'informazione cittadina e regionale. Abbiamo chiesto più volte una convocazione al presidente della Regione  e gli assessori competenti ma senza risultato. Ci sembra quantomeno singolare – aggiunge Rosso - che la Regione siciliana non abbia a cuore il destino di una testata giornalistica storica e  prestigiosa e di lavoratori  altamente qualificati che hanno garantito in tutti questi anni un'informazione sempre trasparente, corretta e puntuale. Rinnoviamo la nostra richiesta di  un incontro urgente al presidente Musumeci e agli assessori al Lavoro e alle Attività produttive, nonché ai presidenti della terza e quinta commissione all'Ars, per fermare lo scempio che si sta abbattendo sul Giornale di Sicilia e sull'opera preziosa dei lavoratori di un organo di informazione insostituibile per la nostra Isola”.

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