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VIDEO | Pappalardo guida i gilet arancioni nella sua Palermo: "Il Covid non esiste, terrorizzano le persone..."

Il Generale - dopo Milano e Roma - ha scelto la sua città per manifestare contro il governo Conte. Appena un centinaio i partecipanti: "C'è stata una pandemia? Ho visto i dati e su un campione di 30 mila morti, solo di Coronavirus ne sono morti 112. Ma che cosa stanno facendo questi cialtroni?"

 

"La gente comincia ad aprire gli occhi. C'è stata una pandemia? Vado a vedere i dati e su un campione di 30 mila morti solo di Covid ne sono morti 112. Ma che cosa stanno facendo questi cialtroni?". A parlare è il generale Antonio Pappalardo, che dopo Milano e Roma, ha scelto la sua città per "guidare" i gilet arancioni e chiedere "al governo Conte di andare a casa". Pappalardo ha radunato i suoi "adepti" sotto la sede dell'Assemblea Regionale Siciliana nella piazza di Palazzo Reale (poca gente a dire il vero, circa un centinaio i presenti). 

"L'asintomatico - ha detto Pappalardo - non esiste. Vogliono tenervi sotto scopa. Proprio per dare uno schiaffo in faccia ai politici me ne sono andato a Milano e Bergamo in piazza. Ci siamo abbracciati tutti. Io non sono malato. Io ho abbracciato le persone del Nord. Non ho nulla. I politici pensano di terrorizzare le persone. Ma la volete smettere? La mascherina è solo un bavaglio per far capire che il popolo italiano è pecorone".

La carriera di Pappalardo

Il palermitano Antonio Pappalardo, 73 anni, è un generale dei carabinieri in pensione. Dopo aver frequentato l'Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiale dei Carabinieri a Roma, si laurea in Giurisprudenza all'Università di Padova e fa una rapidissima carriera. Nel 1981 è già tenente colonnello e viene scelto alla guida del sindacato Cocer dei carabinieri. Mantiene la carica fino al 1991 fino al gran salto: quello in politica anche se il congedo dall'Arma arriverà solo nel 2006 quando è Capo di Stato Maggiore. Nel 1992 che viene eletto deputato indipendente nelle liste del Partito Socialdemocratico, ma poi fonda un suo Movimento "Solidarietà democratica" con cui si candida senza successo a sindaco di Pomezia. Nel maggio dello stesso anno, il 1993, viene nominato sottosegretario alle Finanze del Governo Ciampi: la richiesta di dimissioni sarà velocissima, meno di due settimane dopo sull'onda di una condanna per diffamazione. Nell'autunno del 1993 si candida alle Comunali di Roma con il suo Movimento. Non riuscirà a farcela. L'anno dopo proverà alle elezioni europee da indipendente con Alleanza Nazionale, e collezionerà un altro fallimento.

Nel 2000 sarà al centro di una nuova turbolenza per una sua lettera sul riordino delle forze di polizia che gli costerà il posto al Comando del II Reggimento dei Carabinieri di Roma. Dopo il congedo dai carabinieri nel 2006, Pappalardo si avvicina al Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo con cui si candida senza venire eletto alle politiche del 2008. Compositore di musica sacra, Pappalardo nel 2012 si candidò a risollevare le sorti del Comune di Palermo con il suo movimento civico, "Il Melograno". Si definì il Rudolph Giuliani di Palermo e infiammò il Politeama in un comizio impreziosito da una memorabile promessa: "In sei mesi eliminerò la mafia".

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