L'Sos di Gigi Mangia: "Per aree esterne servono risposte certe, se costretto chiudo il ristorante"

Il nome storico della ristorazione cittadina ha dovuto ridurre i coperti nel locale di via Belmonte per le norme anti Covid. L'appello: "La concessione di un'area all'aperto sarebbe fondamentale". La replica del Comune: "Da un primo controllo sembra abbia chiesto di occupare l'area già assegnata a un altro commerciante"

Gigi Mangia

"D'istinto, l'amarezza mi farebbe chiudere tutto, chiudere il mio ristorante, e lasciare la città e questo mestiere". Chi parla è Gigi Mangia, cuoco e ristoratore molto noto nel panorama palermitano. Il suo locale, nella ormai pedonalizzata via principe di Belmonte, dopo il lockdown ha visto ridurre sensibilmente i posti fruibili. Una sorte comune a tutte a tutte le attività, che hanno dovuto rimodulare gli spazi e quindi tagliare i coperti per potere rispettare le regole sul distanziamento sociale.

"Il distanziamento anti contagio impone delle regole che noi siamo ben felici di rispettare - spiega Mangia - ma la concessione di un'area all'aperto sarebbe fondamentale per la sopravvivenza della mia attività che, peraltro, crea lavoro per i miei collaboratori. Non si chiede ai pubblici amministratori di seguire l'esempio di alcune località dove il suolo pubblico, per aiutare le imprese, è stato dato in concessione gratuita. Io voglio pagare il giusto ma avere tempi certi. E come me tanti altri colleghi. Per fare impresa correttamente abbiamo bisogno di certezze e tempi brevi".

Gigi Mangia precisa che la chiusura del ristorante è l'extrema ratio ma, se non ci saranno le condizioni per andare avanti, sarà l'unica alternativa possibile.

Al ristoratore replica direttamente l'assessore alle Attività economiche e al Suap, Leopoldo Piampiano, che si dice "estremamente stupito per le dichiarazioni rilasciate alla stampa da Gigi Mangia che parla di tempi incerti per una sua istanza di occupazione di suolo pubblico. Evidentemente Mangia non conosce il recente provvedimento dell'amministrazione comunale secondo il quale le richieste per le aree pedonali, se accompagnate da dichiarazione asseverata da un tecnico e regolari, sono immediatamente operative. Piuttosto, nel caso specifico, da un primo controllo sembrerebbe che il ristoratore ha chiesto, soltanto il 13 giugno, di occupare l'area già assegnata a un altro commerciante per cui la sua, più che una istanza sembrerebbe essere una irregolare pretesa. Gli uffici pertanto, a tutela dei diritti di tutti, devono fare le necessarie verifiche al termine delle quali gli aventi diritto potranno occupare il suolo pubblico dell'area interessata".

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